Toscana
Commercio, tira aria di ripresina
Sara Landi
Tra luglio e settembre consumi in aumento in tutta la provincia ripartiti gli acquisti di abbigliamento e generi alimentari
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GROSSETO. Il primo semestre del 2010 aveva fatto registrare un crollo delle vendite al dettaglio chiudendo in provincia di Grosseto con un pesante -4,9%, un dato mai così negativo negli ultimi cinque anni. C'era quindi grande attesa per l'indagine dell'Osservatorio regionale sul commercio relativa al terzo trimestre. E i risultati del periodo luglio-settembre elaborati dall'Ufficio studi della Camera di commercio fanno quantomeno tirare un sospiro di sollievo agli addetti ai lavori perché resta il segno meno ma si ridimensiona la contrazione dei consumi che passa dal -4,9% dei primi due trimestri al -1,2% del terzo (era -3,7% nello stesso periodo del 2009). In Toscana solo Firenze ha una performance migliore facendo registrare un -0,9%. Se non si può dunque ancora parlare di ripresa a tutti gli effetti sembra in atto quantomeno un'inversione di tendenza che anche il presidente della Camera di Commercio Giovanni Lamioni commenta con favore: «La tendenza di fondo nel settore del commercio al dettaglio ci consente di esprimere un cauto ottimismo per il futuro. La brusca frenata della caduta dei consumi si accompagna infatti ad un confortante risultato su base regionale: tra le dieci province toscane solo Firenze fa meglio di noi». A trainare il settore fuori dalla crisi è la piccola distribuzione che fa registrare in termini percentuali la più grande ripresa del volume di affari. Rispetto al trimestre precedente essa passa infatti dal minimo storico dell'ultima rilevazione (-6,2%) all'attuale -1,1%, la media distribuzione resta sostanzialmente stabile (dal -2,2% al -2,3%) mentre la grande distribuzione recupera clienti passando dal -1,8% al -0,6%. Per quanto riguarda invece l'analisi del dato per tipologie merceologiche la debole ripresa in atto è ripartita dal settore tradizionale dei consumi alimentari dove per la prima volta dopo nove trimestri consecutivi crescono del +1,6% gli acquisti nei negozi specializzati in generi alimentari (esclusa la grande distribuzione). Segno "più" anche per iper e supermercati (dal -0,2% del secondo trimestre al +0,1% del terzo trimestre) mentre nel caso dei negozi non alimentari si passa dal -6,2% del secondo trimestre all'attuale -2,9%. Nel settore non alimentare a riportare consumatori nei negozi sono soprattutto l'acquisto di abbigliamento e accessori: qui nel giro di un trimestre il balzo va dal -7,6% al +1,1% mentre faticano ancora generi diversi tra cui elettrodomestici e prodotti per la casa. Un ulteriore dato significativo che si sposa con la ritrovata fiducia del mercato è la fiducia degli imprenditori intervistati a campione ad ottobre nei confronti dell'andamento stimato della propria attività per i successivi dodici mesi: il 32% dei commercianti grossetani del campione (il doppio rispetto al trimestre precedente) stimava infatti che avrebbe aumentato il suo volume di affari, il 67 per cento non si aspettava cambiamenti (era il 76% nel sondaggio precedente), solo l'1% temeva una flessione e nessuno pensava alla chiusura della propria attività, scenario temuto in passato dal 3% degli intervistati.
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