INTEGRAZIONE
Dall'Albania lo stesso spirito
2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Un albanese figurante da Scutari all'Amiata: Edmond Sukaxhia. Nell'ambiente allestito dall'associazione Avis quest'anno ci sarà anche Edmond, un ragazzo albanese che da quando è in Italia fa volontariato con l'Avis e con la Misericordia di Castel del Piano. Sarà nella trattoria allestita dall'Avis a cucinar donzelle e vin brulè, Edmond è cattolico di Scutari e proprio a Scutari aveva già partecipato a un presepe vivente: «Al mio paese - racconta - nonostante la lontananza dei luoghi, la nascita di Gesù viene rappresentata pressappoco nello stesso modo che a Castel del Piano, con la corale rappresentazione del presepe vivente. Anche per questo ho accettato l'invito del presidente dell'Avis Ravagni di partecipare alla notte Santa di Castel del Piano, come esponente di questa associazione. E' un modo per sentirmi parte di questa comunità, ma anche una maniera per essere vicino alle tradizioni del mio paese di origine, simili a queste. Un ponte, insomma, che mi sembrerà, nella magia di stasera di stabilire fra Italia e Albania. LA TRADIZIONE Mangiaterra fornisce il bue e l'asinello Il bue e l'asinello nella tradizione della famiglia dell'indimenticabile Mangiaterra. Per tradizione familiare, ormai, il bue e l'asinello veri della capanna di Gesù, a Castel del Piano, appartengono alla stalla di una famiglia contadina storica, quella di Fernando Giannelli, da tutti conosciuto con l'affettuoso soprannome di Mangiaterra. E da quando il capofamiglia non c'è più, il testimone del presepe vivente è passato al genero Franco Castrini e al nipote Luca. Sono loro che curano di portare gli animali nell'impervio centro storico del paese, di posizionarli dietro alla mangiatoia e ai figuranti che interpretano Maria e Giuseppe, di assisterli con acqua e cibo durante la lunga veglia della notte Santa e di tranquillizzarli di fronte al continuo via vai di persone e alle musiche che si spandono nei vicoli e nelle stradine del paese vecchio di Castel del Piano. E durante i 20 anni di presepe vivente, il bue e l'asino della famiglia di Mangiaterra si sono sempre comportati in modo ineccepibile, come se ormai conoscessero a mente il copione e i movimenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google