Il Tirreno

Grosseto

«Furti nei bar per 200mila euro»

Federico Lazzotti
«Furti nei bar per 200mila euro»

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Ventiquattro ore di libertà. È quanto sono riusciti a guadagnarsi i componenti della banda dei videopoker sfuggendo, la notte del 19 dicembre, al primo tentativo di cattura della polizia, prima di essere arrestati, il giorno successivo, lungo la strada regionale 439 che da Massa Marittima arriva a Follonica.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Stefano Pizza, domenica notte nel mirino della banda era entrato l'unico bar di Capanne, piccola località a pochi chilometri da Saturnia. Tutto era pronto per il cinquantesimo sigillo: sopralluogo eseguito, piano studiato nei particolari e cric pronto per scassinare le porte d'ingresso. Gli agenti, però, erano già sulle loro tracce, pronti per bloccarli, magari con le mani nei videopoker. Ecco perché, intorno a mezzanotte e trenta, sono passati per la piazzetta di Capanne: una strada, una chiesa e quel bar. A quell'ora, sul retro, molto probabilmente c'erano già almeno un paio di componenti della banda al lavoro: avevano buttato giù una delle due porte che dà accesso al locale con videopoker a cambia soldi. Sarebbe stato il palo, fermo a pochi passi dal bar, a intuire qualche movimento sospetto. Deve essergli bastato uno sguardo per intuire che era meglio lasciar perdere, chiamare i complici e non completare il colpo. Così il furto è saltato. Ad accorgersi del tentativo di scasso, il giorno successivo, i proprietari del locale. Ma la banda, di cui gli investigatori cercano altri due componenti, non si è fermata. Anzi. La sera successiva ha pianificato un altro colpo, stavolta al bar "Icché c'è c'è" di Monterotondo. «La fortuna - spiegano gli inquirenti - prima o poi doveva voltar loro le spalle». La dea bendata si è intraversata in un testa coda davanti alle auto della polizia quando ormai pensavano di avercela fatta. «Hanno girato la curva e noi li stavamo aspettando», raccontano dalla Questura.

In auto gli uomini della squadra mobile hanno ritrovato quattromila euro in monete, un cric, un piede di porco e qualche mazzuolo: bottino del colpo messo a segno poco prima dell'arresto in un bar di Monterotondo e oggetti del mestiere con i quali - secondo gli inquirenti - avrebbero svaligiato in due anni una cinquantina di bar per un bottino che sfiorerebbe i duecento mila euro. Vasile Haivz, 24 anni, Eduard Pistol, 25, e Tudor Ungureanu, 22 resteranno nel carcere di via Saffi fino al giorno del processo. Così ha deciso il giudice Marco Mezzaluna al termine dell'udienza di convalida della vigilia di Natale.

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