Sicurezza
«Le deroghe non servono più»
Acqua ok ovunque L'Ato 6 "brinda"
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ATO 6 Periccioli2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. L'Unione Europea ha negato all'Italia l'ulteriore concessione di deroghe rispetto ai parametri di natura chimico-fisica e batteriologica fissati per le acque destinate al consumo umano. La Maremma e l'Amiata, terre minerarie e di acque cariche di sostanze nocive, erano in molti casi in regime di deroga, e ora si rischiava di dover chiudere l'erogazione a molti paesi. Ma - assicura il presidente dell'Ato 6, Moreno Periccioli - il rischio è del tutto scongiurato. Periccioli ricorda quale impatto avrebbe avuto il decreto europeo sul territorio dell'Ato 6 (province di Siena e Grosseto). «Erano tre i parametri - spiega - che risultavano non conformi nelle acque distribuite in molti Comuni del nostro territorio e in particolare l'Arsenico, il cui contenuto ammissibile scendeva da 50 microgrammi/litro a 10». Nel 2002, evidenzia il presidente, c'erano problemi per ben 40 dei 56 Comuni dell'Ato, per cui furono richieste le deroghe. L'Ato avviò interventi poderosi e «nel 2005 rimanevano solo 20 Comuni interessati dalle deroghe, ridotti ulteriormente a 12 nel 2006. «Nel triennio 2008/10 furono previsti investimenti per oltre 8 milioni di euro, tutti provenienti dalla tariffa con un contributo regionale di 500 mila euro. Nel 2008 furono richieste deroghe per 10 Comuni (tra cui Arcidosso, Castel del Piano, Orbetello, Monte Argentario, Montieri, Monterotondo Marittimo, Follonica), e nel 2010 per soli 2 comuni, dove risiedevano solo 190 abitanti. Per il 2011, grazie agli ultimi impianti a realizzati Montieri e Monterotondo Marittimo, non è stata richiesta nessuna deroga. L'obiettivo di erogare acqua potabile a tutti i cittadini dei 56 Comuni del nostro Ambito è stato raggiunto».
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