Sicurezza
GLI AUGURI DEL VESCOVO
Un Natale vicino a tutti e lontano da effimero e consumismo
Monsignor Franco Agostinelli Vescovo di Grosseto
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VESCOVO. Agostinelli 2 MINUTI DI LETTURA
Tempo di Natale, tempo di auguri; se ne fanno e se ne ricevono tanti in questi giorni. Auguri che nascono da sincera amicizia e dal desiderio di relazioni vere. Vorrei anch'io inserirmi in questa tradizione per far giungere gli auguri alla città e ai paesi del nostro territorio, con l'intenzione però di dar loro una precisa connotazione, sottraendoli al pericolo della genericità. In primo luogo desidererei individuare bene i destinatari, che comprendono tutti i grossetani. La nostra città e provincia ospita persone di diversa provenienza, di diversa cultura, etnia, estrazione sociale, ideologia, religione: vorrei che i miei auguri potessero raggiungere tutti senza nessuna esclusione. Mi sia consentita però una menzione preferenziale, dettata anche dalla contingenza del momento: mi riferisco ai lavoratori che sono in apprensione per il mantenimento del posto di lavoro cui hanno assolutamente diritto; coloro a cui è affidata la responsabilità della "cosa pubblica"; i referenti del mondo della scuola e della cultura in genere; le nostre famiglie e i nostri giovani, oggi più che mai esposti al rischio della volubilità dei tempi, gli anziani e i pensionati, che fanno fatica con le loro risorse a giungere a fine mese. Vorrei poi dare un contenuto agli auguri. Innanzi tutto auguro di essere e restare sempre protagonisti tenaci e determinati del proprio presente, mediante la partecipazione attiva alla vita sociale, culturale, politica, economica. Auguro di restare consapevoli e, se possibile giustamente orgogliosi, delle proprie potenzialità, capacità e risorse. Auguro che da parte di tutti non manchi l'impegno e la volontà di condividere le nostre peculiari prerogative in vista del bene comune, così da dare maggiore forza e spessore ai nostri progetti, superando le divergenze finalizzate a perseguire solo interessi di parte. Auguro alla mia città il progresso sociale condiviso, la sicurezza del lavoro per tutti, la qualità della vita. E ancora un augurio vorrei aggiungere: che non manchi mai il comune impegno educativo, che fa la differenza della vita "buona", che coinvolga tutti, dalla famiglia, alla scuola, alla chiesa, al partito, alle associazioni e alle Istituzioni preposte all'amministrazione del territorio. La tipicità del Natale cristiano non potrebbe sottintendere queste dimensioni della vita ordinaria, liberando così questo evento a tutti familiare e da tutti ricordato, dalle ridotte del consumismo e dell'effimero. Buon Natale a tutti, con rinnovata stima e amicizia.
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