Il Tirreno

Grosseto

«Questa frazione muore» la gente chiede interventi dal metano all'illuminazione

Gabriele Baldanzi
<b>POLEMICHE </b>a Marina di Grosseto sulla vivibilit&agrave; della frazione
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POLEMICHE a Marina di Grosseto sulla vivibilità della frazione

Va deserta la seduta in Circoscrizione, ma il presidente frena «Non ce l'abbiamo con il Comune, chiediamo più attenzione»

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 MARINA. Mai letterina a Babbo Natale fu più laboriosa e discussa. Dopo la sovrapposizione di missive (Walter Maretti - Gipo Bragagni da una parte, quelli di Shangai dall'altra) martedì sera è andato deserto, a Marina di Grosseto, il consiglio di circoscrizione in cui si sarebbe dovuto trovare una sintesi tra le aspettative dei cittadini (a prescindere dalla zona di residenza), i "desiderata" degli amministratori e i bisogni degli imprenditori.  Il presidente della Circoscrizione ha deliberato l'impegno di spesa per le luminarie (niente a che vedere con qualche anno fa), ma non si è lavorato alla stesura di un documento unitario, che mettesse d'accordo le tante anime della frazione a proposito dei disservizi, dell'abbandono e dei problemi che vive Marina per 9 mesi all'anno. Mancava il numero legale dei consiglieri.  Luigino Brezzi, però, una cosa ha voluta precisarla, e cioè che la circoscrizione, con l'animata assemblea di martedì pomeriggio, «ha inteso accogliere l'istanza di alcuni cittadini che chiedevano partecipazione, ma non si è schierata contro il Comune di Grosseto o altre istituzioni, come qualcuno potrebbe aver inteso».  «Ognuno di noi ha delle idee, delle posizioni. Le cose che scrivono Bragagni e Maretti, per esempio - prosegue Brezzi - non ho problemi ad ammettere che sono condivisibili, da cittadino. Certo è che da presidente della circoscrizione, prima di fare mia una letterina così, devo compiere dei passaggi...».  Insomma la circoscrizione si smarca e prende tempo, come - tra le righe - aveva fatto intendere il consigliere del Partito Democratico Andrea Cappellini già nel corso dell'assemblea pubblica che aveva moderato insieme a Brezzi.  Intanto da Shangai prosegue il fuoco contro tutto e tutti: «Marina di Grosseto è oggi purtoppo una frazione abbandonata al suo destino e alle speculazioni economiche - spiega una signora di Terni che qui ha comprato casa da qualche anno - triste simbolo di questo abbandono per molti di noi è stata la recente rimozione della scritta di benvenuto illuminata giorno e notte».  E poi giù una lista di richieste a Babbo Natale: «fai rinascere la tradizione del Carnevale, permettici di organizzare tutto l'anno eventi culturali e sociali, fai riaprire una sala da ballo e in estate magari un cinema. Regalaci un bel parco giochi, un mercatino sul lungo mare e anche un luogo dove ritrovarsi e associarsi».  Ma sul tavolo di Babbo Natale i cittadini mettono anche altri problemi: la metanizzazione della frazione, l'illuminazione, che si lega alla sicurezza; e ancora il problema dei prezzi delle abitazioni, del monopolio di poche famiglie sul mercato immobiliare e l'offerta di accoglienza.  «Qui - scrivono sempre il gruppo dei cittadini di Shangai - poche persone, legate a doppio filo alla politica, fanno il bello ed il brutto tempo e, da ottobre a Pasqua, preferiscono che Marina muoia (porto compreso), non consentendo di fare qualcosa a chi ne avrebbe voglia, solo perché non c'è una convenienza ad aprire".

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di Redazione web