Il Tirreno

Grosseto

Il fango ferma i ladri di caldaie

Alfredo Faetti
<b>IL FURGONE. </b>Carico di caldaie e bloccato dal fango
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IL FURGONE. Carico di caldaie e bloccato dal fango

Ne smontano 53 all'ippodromo, poi si impantanano col furgone

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 FOLLONICA. Hanno smontato più di cinquanta caldaie per il riscaldamento dall'ippodromo, nel tentativo di rubarle; le hanno sistemate con cura ma sul più bello il furgone è rimasto impantanato nel fango. A nulla sono serviti i tentativi di recupero dei ladri, che sono fuggiti abbandonando mezzo e refurtiva.  Le due facce di una medaglia: da una parte si tratta quasi sicuramente di professionisti, data la velocità nello smontare gli impianti e la quantità di merce trafugata, e dall'altra la goffaggine nel fare manovra con il furgone, facendo finire le ruote in quel terreno reso paludoso dalla pioggia.  E' accaduto la scorsa notte all'ippodromo dei Pini di Follonica, quando un numero non definito di ladri si è intrufolati negli appartementi che circondano la struttura. Difficile capire se sono riusciti a fare tutto in una notte o se invece era un piano più dettagliato, che ha necessitato di più giorni. Gli stessi carabinieri di Follonica insieme al reparto della scientifica di Massa Marittima si sono interrogati su questa ipotesi, una volta arrivati sul posto.  L'allarme è stato dato da alcuni dipendenti dell'ippodromo arrivati intorno alle 9, quando stavano entrando a lavoro. Uno di loro ha notato un furgone bianco alla fine di uno dei viali in mattonelle che attraversano il suolo attorno alle case. Si sono avvicinati e hanno notato che il mezzo era piegato in avanti, sprofondato con le ruote nel fango.  Accanto ad esso, lungo la parete di una delle abitazioni, c'era una serie di caldaie, 36 in tutto, accatastate l'una accanto all'altra (ne sono state trovate poi altre 17 all'interno del furgone). Immediatamente i dipendenti hanno avvisato i militari, che si sono fiondati sul posto. L'immagine che si è mostrata ai carabinieri li ha permesso di ricostruire, almeno parzialmente, i fatti: i ladri sono entrati forzando le finestre nei vari appartementi, hanno smontato più di 53 caldaie (almeno queste sono quelle ritrovate) e le hanno sistemate con cura lungo un marciapiede, in modo da caricarle abbastanza velocemente una volta avvicinato il furgone. Il mezzo è un Ford Transit, risultato poi rubato alla fine di novembre all'Ardenza, a Livorno. Ma qualcosa è andato storto quando il conducente ha avvicinato il furgone, viaggiando sui viali, al posto in cui si trovavala refurtiva. Vuoi un errore di precisione, vuoi sbagli nelle indicazioni, il furgone ha fatto qualche metro di troppo ed è arrivato sul fango, facendo sprofondare le ruote nella melma da cui, poi, non si sono più mosse. Gli schizzi lungo le fiancate del veicolo e i segni dei pneumatici lasciati sul terreno mostravano i tentativi da parte dei ladri di far tornare il furgone sulle mattonelle. Ma non si sono resi con i primi fallimenti. Infatti, hanno usato tutti i mezzi a loro disposizione: il cric, un grosso legno come leva e hanno persino tolto dal viale alcune mattonelle per metterle sotto la ruota, affinchè ritrovasse aderenza. Ma non c'è stato niente da fare e quando hanno capito che l'impresa richiedeva molto più tempo, sono fuggiti lasciando lì furgone e caldaie.  All'ippodromo, come detto, è arrivata anche la squadra scientifica di Massa Marittima, ma gli indizi, in un primissimo sopralluogo, non erano molti, dato che i ladri hanno indossato dei guanti (ritrovati nel veicolo). Insomma, dei professionisti, ma con qualche difficoltà alla guida.

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