Il Tirreno

Grosseto

«Abbiamo perso il senso di comunità»

<b>SEL.</b> Alessandro Ragusa
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SEL. Alessandro Ragusa

Ragusa replica a Di Vincenzo: «Paese svenduto e senza una propria identità»

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 ORBETELLO. «Un Comune, che dal suo centro storico fino alle periferie ha perso il senso di comunità, ha perso la sua identità, la sua autonomia culturale». La campagna elettorale in riva alla laguna è già entrata nel vivo. Alessandro Ragusa, coordinatore locale di Sel, non ha perso tempo ed è intervenuto per commentare le recenti dichiarazioni del candidato sindaco Rolando Di Vincenzo. «Cercheremo di dare un contributo - ha esordito Ragusa - parlando di Orbetello oggi, dopo quindici anni di Amministrazione Di Vincenzo. Vorremmo dare un contributo partendo dalla promessa elettorale di cinque anni fa che parlava di 1000 nuovi posti di lavoro, per ricordare come non solo non siano stati creati ma anche come il tessuto economico e produttivo del Comune abbia subito quotidianamente un degrado notevole: non c'è lavoro in generale, non c'è sbocco per i giovani diplomati e laureati. Un Comune che è stato svenduto fisicamente pezzo a pezzo ad un pugno di forestieri benestanti che hanno avuto accesso al mercato residenziale di lusso che l'Amministrazione Di Vincenzo ha prodotto ed incentivato».  Per il coordinatore di Sel gli orbetellani «sono stati spinti nelle nuove periferie e nelle frazioni. Frazioni e periferie che rimangono degradate, non comunicate fra di loro e con il centro, frazioni e periferie dove si fatica a creare una socialità e che rimangono quotidianamente trascurate. Un paese che dovrebbe vedere il suo primo cittadino impegnato nel proiettarlo nei grandi circuiti europei, per potenziare definitivamente i comparti turistici e commerciali, assi portanti dell'economia orbetellana, comparti che si basano invece solo sulla casualità della vicinanza alla Capitale, mentre il primo cittadino, di Vincenzo di fatto, si impegna solo nel costruire appartamenti ad ogni angolo di Orbetello, abitati 15 giorni all'anno». Ragusa vorrebbe «un Comune che dovrebbe vedere il suo primo cittadino impegnato nella difesa dell'unicità del territorio e che invece non può neanche reagire all'ipotesi di un ambiente squarciato in due dall'autostrada, perché non si può opporre agli interessi del ministro delle Infrastrutture. Un Comune - ha proseguito - stanco e affaticato che non sa come gestire il suo tempo libero, nella completa assenza di centri di incontro e socializzazione cresce il disagio sociale dei giovani e degli anziani». (c.b.)

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