Sicurezza
Sinistra e Monte dei Paschi a braccetto per lottizzare i locali dell'ex ospedale
Alessandro De Carolis Ginanneschi Capogruppo Consiliare Pdl
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Alessandro Ginanneschi De Carolis 3 MINUTI DI LETTURA
La recente e approfondita indagine dei Verdi sulla galassia delle società collegate all'inceneritore di Scarlino ha reso incontestabile una verità che era sotto gli occhi di tutti, e cioè che anche dietro quell'impianto c'è il Monte dei Paschi di Siena. Risulta dunque ancor più evidente ciò che la mia parte politica sostiene da sempre: la nostra Provincia è stretta in una tenaglia che vede da un lato gli interessi politici del Pd toscano (ex Pci, ex Pds, ex Ds), e dall'altro lato gli interessi economici del Mps. In realtà, un'unica politica che mira a penalizzare la nostra Provincia a tutto vantaggio di altre, che in questo caso vedranno risolti i loro problemi di smaltimento dei rifiuti ad esclusivo nostro danno. Se qualcuno continuasse ad avere dubbi, è sufficiente riflettere sui premi dati ai fedeli esecutori di questa linea: altri amministratori della stessa parte politica, ma di ben altra tempra, non avrebbero mai consentito che gli interessi del partito prevalessero su quelli della comunità grossetana. Ma quello che più irrita è che si continua a tentare sia di negare quello che è ormai incontestabile, sia di perseverare nel coprire altri disegni anch'essi (ipoteticamente) evidenti. Mi riferisco a un'operazione che suscita più di un interrogativo, e che ha visto muoversi di concerto l'attuale sindaco di Grosseto e il presidente della Provincia: lo spostamento della Biblioteca Chelliana. Bonifazi ha dovuto arrendersi all'evidenza e infine smentire se stesso: i locali dell'ex liceo classico non verranno utilizzati a tale originario scopo per una precisa scelta politica, e non per altre fantomatiche ragioni, con buona pace di tutti i soldi spesi al riguardo. Guarda caso, la Fondazione Monte dei Paschi ha finanziato la "Chelliana" ma purché e perché da trasferirsi alla Cittadella dello studente; guarda caso, la Fondazione Monte dei Paschi è il maggior finanziatore del Polo Universitario; guarda caso, il Polo Universitario avrebbe bisogno di altri locali, identificati nell'ex liceo classico; guarda caso, non si comprende la necessità di tali altri locali non essendovi né un significativo aumento degli iscritti ai corsi di laurea del Polo grossetano, né un aumento degli stessi corsi di insegnamento; guarda caso, l'Università di Siena versa in enormi difficoltà finanziarie, che renderanno inevitabile un ridimensionamento dei corsi. Ecco allora l'interrogativo: chissà mai che il Polo universitario si trasferisca del tutto nei locali dell'ex Liceo classico? In tal caso l'intero complesso dell'ex ospedale (ad eccezione - per ora? - di quella parte occupata dagli uffici comunali) si renderebbe libero, tanto da consentire un investimento immobiliare ancora più corposo di quello che, comunque e inevitabilmente, dovrà essere fatto. Ma quali saranno le imprese cui sarà consentito di intervenire per tale colossale ristrutturazione? Chissà mai, se le cose andassero così, che al momento opportuno saltassero fuori società anch'esse riconducibili alla galassia "Mps"? Non so, ovviamente, se questo sia il disegno, però la mia ricostruzione è verosimile: ma se così fosse, un'operazione così complessa ha bisogno di esecutori fedeli, che seguano passo passo le indicazioni che vengano da fuori. Esecutori fedeli, ma soprattutto che non abbiano altra prospettiva di vita lavorativa soddisfacente, che quella di fare politica, e che quindi non possano fare altro che piegare il capo alla volontà altrui, anche se questa volontà passi sopra la testa dei cittadini grossetani.
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