Il dolore
Asl e scuola per i prodotti biologici, raccolta firme per far valere la patria potestà
Rivolta dei genitori sulla merenda «No frutta, meglio la schiaccia»
Palola Villani
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. Frutta e prodotti biologici nelle scuole, i genitori dicono no: preferiscono merendine e schiaccia. Le famiglie dei bambini in rivolta contro la direzione didattica follonichese: vogliono decidere cosa sia meglio far mangiare ai loro figli a metà mattina. Ogni giorno i piccoli delle materne cittadine, portano in classe la colazione: schiaccia, frutta, yogurt, e altro, vengono lasciati in un apposito cesto, con il nome sopra ogni pacchetto per poi essere consumati nelle ore successive. Fino a pochi giorni fa questa era la prassi: nelle ultime settimane, dopo una circolare dell'Asl, per insegnare ai bambini il mangiar sano, dalla direzione è arrivato il monito ai genitori per non dare più ai loro figli la colazione, al suo posto frutta e prodotti biologici forniti da una ditta specializzata. Ma alla materna di Campi Alti questa decisione non stata digerita, le famiglie non vogliono cambiare le abitudini dei loro figli, così hanno raccolto delle firme e chiesto un incontro con la dirigente scolastica Costanza Soprano. Risultato? Ognuno è rimasto nelle sue posizioni, a quanto dicono i genitori la dirigente non ha accettato le loro istanze, e quindi loro si sono appellati al diritto di patria potestà, continuando quindi ogni mattina a dare ai loro piccoli la colazione, che si tratti di schiaccia frutta o altro. Delusi dall'epilogo della riunione alcune mamme si sono rivolte al consigliere d'opposizione Sandro Marrini. «Nei giorni scorsi - spiegano alcuni genitori - è avvenuto un incontro tra la dirigente scolastica, il corpo insegnati, rappresentanti delle singole sezioni e genitori, della scuola dell'infanzia Campi Alti, argomento della discussione la richiesta del ripristino dello spuntino collettivo della mattina con le stesse modalità utilizzate con successo negli anni passati, integrando frutta di stagione, secondo le linee guida indicate dalla circolare del nostro distretto sanitario». Il risultato dell'incontro è stato un completo dissenso da parte della dirigente nei confronti della richiesta. Così i genitori hanno deciso, come testimoniano le firme raccolte per ogni sezione, di avvalersi del diritto di patria podestà. «La dirigente scolastica - accusano - discrimina il potere decisionale dei genitori e non rende importanza a ciò che noi riteniamo essere elemento dell'educazione didattica, pedagogica e disciplinare dei nostri figli e dato che la circolare del nostro distretto sanitario è soltanto basata su consigli e non imposizioni, è stato deciso di avvalersi di questo diritto. Quindi tutti i genitori, troveranno la soluzione migliore che vada a sostenere il bene dei bambini della scuola dell'infanzia, che fortunatamente non ancora dell'obbligo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
