Sicurezza
CONDANNATO
Evasione e danneggiamento, Fatarelli rimane in carcere
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GROSSETO. Otto mesi la pena patteggiata per la violazione degli obblighi di sorveglianza speciale. Dieci giorni - in continuazione con una precedente sentenza (10 mesi) - la condanna per un episodio di danneggiamento, avvenuto ad Arcidosso nel 2008. Assoluzione per non aver commesso il fatto da un secondo episodio di danneggiamento, questo risalente al 2007 ma commesso sempre ad Arcidosso. È l'esito della lunga mattinata giudiziaria per Gino Fatarelli, anche conosciuto come "Spaccalunotti", processato in un'unica tornata per due procedimenti diversi. Mattinata al termine della quale Fatarelli resta in carcere. Così ha deciso il giudice Bilisari che l'altra settimana aveva convalidato l'arresto per la "evasione", rinviando la definizione di qualche giorno, su richiesta della difesa (D'Amato). Gino Fatarelli era stato arrestato per aver contravvenuto agli obblighi imposti dallo status di sorveglianza speciale deciso dal Tribunale: dalle 21 alle 7, Gino Fatarelli non può uscire di casa. Ma alle 21 di sabato 11 però Fatarelli non c'era, alle 21,10 ha chiamato per dire che stava andando a piedi al pronto soccorso per farsi assistere: una crisi derivante dal diabete di cui soffre da qualche tempo. Così era stato arrestato e ora è stato processato per direttissima. Citazione diretta e rito ordinario, invece, per gli episodi di danneggiamento. I dieci giorni di condanna adesso inflitti sono in continuazione con i 10 mesi patteggiati nel marzo 2008 con il gup Mezzaluna: aveva concordato con il pm Pizza la pena per sette vetri posteriori mandati in frantumi con un sasso, tra via de' Barberi e via Lavagnini, e l'essersi divincoilato dalle braccia dei carabinieri con due tentativi di fuga: i fatti risalivano al 24 settembre 2007. Quella sera una giovane automobilista si era accorta che la sua auto posteggiata al Centro commerciale Le Palme aveva il lunotto sfondato. Aveva chiamato i carabinieri e la pattuglia, con un'intuizione, si era diretta verso casa di Fatarelli, che non è distante: lo aveva trovato mentre pedalava in ciabatte. Dopo la collutazione e la cattura, i militari erano tornati verso la Cittadella dello studente e avevano trovato le altre auto con i vetri in frantumi. (p.s.)
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