Finanza
Nel 2010 stop ai fondi regionali
A rischio il Centro che aiuta i giovani
Fiora Bonelli
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Matteo Arrighi 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELDELPIANO. Compie un anno l'attività del centro G, a Castel del Piano e cerca finanziamenti per continuare a funzionare. Il centro G, che ha il suo ufficio in Corso Nasini, è guidato da Matteo Arrighi e Chiara Franci, è nato come progetto finanziato dalla Regione, ma col 2010 quel progetto si conclude. Si cercano, dunque, altri fondi per tenerlo in vita, visto che aiuta giovani da 18 anni in su che escono dalle scuole superiori e vogliono frequentare l'università. Un centro di orientamento per scegliere la facoltà, cercare casa, contattare chi già frequenta l'ateneo e ricevere indicazioni utili, per non trovarsi perso: «Il centro - spiega Matteo Arrighi - nasce da un lavoro che abbiamo fatto sul territorio, individuando i bisogni immediati dei giovani che escono dalle scuole superiori di tutti gli 8 comuni dell'Amiata grossetana. Infatti la creazione di un punto di orientamento giovanile, dove si potessero ottenere informazioni sulle Università, consigli per trovare casa, iter per le domande per borse di studio, suggerimenti per studenti stranieri, scelta della facoltà, contatti fra studenti, ci è parsa la risposta a una domanda sempre più impellente dei nostri giovani. L'obiettivo è stato quello di dare loro un sostegno, ma anche quello di legarli al nostro territorio, offrendo un servizio e creando una rete di giovani che facesse capo al nostro punto informazione. Tanto che adesso abbiamo l'idea di metter su una vera e propria bacheca di annunci, una rete sempre aggiornata a cui fare riferimento». Il Centro G è collegato per il suo funzionamento con l'associazione giovanile di Tarabaralla e la sua Radio, collabora con le scuole del comprensorio e con le istituzioni e è un'attività innovativa per la zona amiatina, tanto che la stessa regione toscana ha mostrato interesse per questa tipologia di attività. "Adesso stiamo lavorando per continuare, nonostante la conclusione del progetto regionale», spiega Matteo Arrighi.
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