La manifestazione
Gazebo, proteste in piazza del Sale
Elena Caramelli
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PIAZZA DEL SALE. Con i gazebo al centro Alcuni commercianti sul piede di guerra: «Nascondono le vetrine»
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GROSSETO. Dopo l'aspra protesta del negozio Swarovski in piazza Dante anche altri imprenditori in piazza del Sale rimproverano il Comune per alcuni stands, promossi dall' Associazione culturale Artieri di Grosseto. Sono nove anni che questi artigiani, inizialmente appoggiati anche all'associazione Porta Vecchia, espongono articoli di vario genere realizzati a mano, tentando la collaborazione con i commercianti di piazza del Sale, i quali, per la maggior parte, si ritengono soddisfatti e vedono di buon occhio l'iniziativa. Il mercato si tiene dal 16 dicembre al 24, fino alle 20. Da quattro anni i negozi di vestiario Liu-Jo, Playlife, e adesso anche il recente locale Beyond denunciano che l'iniziativa fa perdere loro profitto e contattano il Comune ogni anno per tradurre a chiare lettere i loro disagi: questi artigiani - dicono - deturpano con i loro voluminosi banchi l' estetica della piazza, e rappresentano una barriera per la visibilità delle attività commerciali. «La soluzione proposta - commenta Nicola Facondini, proprietario del Playlife - consiste nello spostare il mercato durante un periodo dell'anno meno intenso di quello natalizio, oppure sistemare l'iniziativa in aree diverse del centro storico, dove si eviti di nascondere altri esercizi commerciali. Il mio negozio - aggiunge, per sottolineare il suo malcontento -, ha rifiutato di sovvenzionare i 140 euro di luminarie per le festività, poichè la piazza viene gestita malamente a causa di altre idee intraprese in alcune occasioni, come piccoli concerti disturbatori, gli spazi adibiti a parcheggio, e le prolungate difficoltà dovute alla chiusura del passaggio con via Ximenes durante l'anno passato». L' attività Liu-Jo dichiara di incassare circa la metà del guadagno usuale durante l'esposizione dell'associazione Artieri, mettendo a duro rischio il suo bilancio. Gli esercenti si sono affidati ad un avvocato, e organizzato diverse raccolte di firme, ma fino ad oggi il loro sentito reclamo non è stato preso in considerazione. La difesa degli artigiani sembra avere comunque un solido fondamento, dato che per il loro progetto anch' essi pagano il suolo pubblico e le spese relative alla luce, ma soprattutto non mettono in commercio gli stessi prodotti, trattando quindi con una tipologia di clientela diversa. L'Artieri si è prestata tuttavia, per attutire lo scontento, ad adottare altre planimetrie, e si è salvaguardata con una contro-raccolta di firme, aiutata anche da numerosi altri negozianti della zona interessata.
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