Gioco
Le opposizioni hanno ottenuto di discuterne mercoledì
«Vogliamo la verità in consiglio sul caso di Argentario Approdi»
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PORTO ERCOLE. Le barche ormeggiate 2 MINUTI DI LETTURA
PORTO SANTO STEFANO. È fissato per mercoledì 22 il consiglio comunale su alcuni temi importanti nell'economia del mare. Un consiglio che è stato richiesto, a norma di regolamento, dai consiglieri Alocci, Bracci, Canalicchio (Pd), Bagnoli, Fanteria (Voci di Porto Ercole) e Sordini (Api) affinché - dicono in un comunicato congiunto - questa amministrazione esca dal torpore e riferisca su Argentario Approdi e sulla problematica delle concessioni demaniali. «Argentario Approdi Spa, come tutti sanno, è una partecipata del comune e pareva dovesse essere venduta entro il prossimo anno, ma la legge di stabilità ha cambiato tali previsioni e la società rientra in quelle fattispecie per le quali non è prevista l'uscita dal capitale azionario da parte degli enti locali. Quindi, si intende ancora vendere, in parte o in toto, la quota azionaria del Comune?» «Tuttavia, è indispensabile che si rendano pubblici i programmi della società, in termini di gestione finanziaria ed economica, di investimenti, di visione al futuro e in particolar modo di piano industriale; ed anche in questo caso, ci viene in soccorso il regolamento del consiglio che prevede l'audizione da parte del presidente, o del vice presidente, del consiglio di amministrazione della società. E siamo stati costretti a richiederlo attraverso un atto ufficiale, altrimenti anche quest'atto dovuto non sarebbe stato adempiuto». «Concessioni demaniali: si è fatto un gran parlare della sentenza del consiglio di stato sull'annullamento delle concessioni a Porto Ercole. A queste vanno aggiunti l'altro specchio acqueo sempre a Porto Ercole regolato con un'ordinanza in scadenza e altre concessioni, sempre in scadenza o già scadute, a Porto Santo Stefano. Senza fare inutili allarmismi, ci è sembrato necessario portare all'attenzione del consiglio comunale l'intera problematica per capire quale è la strada intrapresa dall'amministrazione, a parte i proclami sulla stampa che lasciano il tempo che trovano. In definitiva la richiesta di consiglio comunale è stato un atto di responsabilità per stimolare l'amministrazione ad esprimersi e a proporre soluzioni su problemi tanto imminenti quanto importanti. L'augurio è che il 22 non si facciano ancora proclami e demagogia».
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