Sicurezza
Il bagnetto può parlare straniero
Enrico Giovannelli
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IN SPIAGGIA La rivoluzione per laffidamento degli spazi demaniali parte nel 2011 Dal 2011 nuove regole: gli spazi demaniali assegnati con bando europeo
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CASTIGLIONE. Il rischio è concreto e se ne parla da tempo: dal 2011, tutte le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari, potrebbero passare di mano. Da tempo infatti, la Comunità Europea ha ridisegnato il regolamento sulle concessioni annuali, con l'Italia che ha preso sottogamba la normativa. E la notizia del no della Corte Costituzionale alla legge della Regione Toscana che consentiva ai titolari di stabilimenti balneari di chiedere la proroga della durata della concessione fino ad un massimo di 20 anni, ha accelerato le preoccupazioni. In sostanza la nuova regola europea prevede una ridiscussione delle concessioni: non più pluriennali, ma rimesse al bando, appunto fin dal 2011, con nuove prospettive per tutti. I soggetti, magari multinazionali, potrebbero così partecipare alle gare facendo proposte allettanti (ingrandimento delle strutture con servizi di ogni genere, e incremento di posti di lavoro), estromettendo di fatto però le tipologie familiare che da decenni gestiscono il nostro litorale. Gli addetti ai lavori sono perfettamente a conoscenza del pericolo che corrono le loro imprese, frutto di anni di lavoro e anche di investimenti, fatti però su un terreno che non è di loro proprietà. Della situazione ne ha parlato anche l'assessore regionale Cristina Scaletti, dopo essere venuta a conoscenza proprio della decisione della Consulta: «Questa situazione - ha sottolineato l'assessore Scaletti - è frutto anche di una distrazione dell'Italia che negli anni cruciali in cui veniva definendosi il testo della cosiddetta direttiva Bolkestein, nonché nel periodo intercorso tra direttiva e recepimento della stessa con legge nazionale, non ha saputo rappresentare le peculiarità della sua realtà». L'assessore ha inoltre commentato: «Siamo consapevoli - ha proseguito la Scaletti - delle criticità che questa situazione potrà generare, in particolare in una regione come la nostra, per il peso che il balneare ha sul sistema turistico generale. In queste settimane, in più di una occasione, ho potuto ascoltare le voci preoccupate dei rappresentanti delle categorie. Ribadisco quanto detto in tutte le sedi: in questi primi mesi della legislatura abbiamo lavorato per studiare a fondo la situazione anche con un rapporto diretto con le istituzioni europee. Il 2011 sarà un anno decisivo per studiare soluzioni efficaci che, nei limiti imposti dalle leggi, sappiano difendere e valorizzare le peculiarità del nostro turismo. E' altrettanto evidente quanto sia auspicabile che tutte le Regioni sappiano trovare un orientamento condiviso su un tema così delicato e complesso e per il quale è già in corso un forte lavoro congiunto. Si tratta di problemi molto spinosi che non richiedono proclami ma lo studio approfondito di soluzioni». Insomma, una situazione già da allarme rosso per decine di imprenditori che vedono a rischio il proprio futuro.
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