Il dolore
Record per il fontanello: risparmiate 133mila bottiglie
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ACQUA. Al fontanello2 MINUTI DI LETTURA
Duecentomila litri di acqua buona e 133mila bottiglie di plastica in meno. I chioschi dell'acqua buona funzionano e a 8 mesi dall'inaugurazione del primo chiosco a Castell'Azzara il bilancio è ottimo. Il sindaco di Castell'Azzara Marzio Mambrini fa il punto della situazione delle case dell'acqua. «I nostri 2 chioschi - dice - funzionano ormai da alcuni mesi. L'unico neo è che per realizzare questi chioschi abbiamo dovuto impegnare fondi nostri.
Solo dall'Ato abbiamo ricevuto, seppur con qualche mal di pancia, in tempi diversi, un contributo». Dopo i primi otto mesi di funzionamento del solo chiosco di Castell'Azzara, dico che gli obiettivi proposti dall'amministrazione, visto che abbiamo erogato, nel solo chiosco di Castell'Azzara, in otto mesi di attività, 200mila litri di acqua, risparmiando 133mila bottiglie di plastica. «In aggiunta - dice - la constatazione che i chioschi stanno divenendo luoghi di aggregazione come lo erano i lavatoi o i fontanili. Il progetto ha quindi prodotto risultati positivi». E infine Mambrini lancia un appello ai sindaci dell'Amiata: «Vorrei riproporre ai sindaci dell'Amiata, impegnati a disegnare il "dopo" Comunità Montana, un mio vecchio cavallo di battaglia.
Sono maturi i tempi per ribadire che l'Amiata che, come sostengo io, è la "fabbrica dell'acqua", rivendica la necessità di opere per mantenere in vita la fabbrica. L'acqua non c'è a prescindere, ma dipende da politiche ed opere ambientali e forestali, che vanno concertate con tutti gli altri comuni che beneficiano dell'acqua dell'Amiata, sulla base del principio, ribadito dal comitato direttivo dell'Anci, che il sevizio idrico integrato è essenziale per la collettività ed è strettamente connesso alle necessità dei territori e delle comunità amministrate e che l'estromissione dei comuni dalla regolazione del servizio idrico integrato non garantirebbe l'accesso universale al servizio che necessita di garanzia e controllo a livello locale».
Solo dall'Ato abbiamo ricevuto, seppur con qualche mal di pancia, in tempi diversi, un contributo». Dopo i primi otto mesi di funzionamento del solo chiosco di Castell'Azzara, dico che gli obiettivi proposti dall'amministrazione, visto che abbiamo erogato, nel solo chiosco di Castell'Azzara, in otto mesi di attività, 200mila litri di acqua, risparmiando 133mila bottiglie di plastica. «In aggiunta - dice - la constatazione che i chioschi stanno divenendo luoghi di aggregazione come lo erano i lavatoi o i fontanili. Il progetto ha quindi prodotto risultati positivi». E infine Mambrini lancia un appello ai sindaci dell'Amiata: «Vorrei riproporre ai sindaci dell'Amiata, impegnati a disegnare il "dopo" Comunità Montana, un mio vecchio cavallo di battaglia.
Sono maturi i tempi per ribadire che l'Amiata che, come sostengo io, è la "fabbrica dell'acqua", rivendica la necessità di opere per mantenere in vita la fabbrica. L'acqua non c'è a prescindere, ma dipende da politiche ed opere ambientali e forestali, che vanno concertate con tutti gli altri comuni che beneficiano dell'acqua dell'Amiata, sulla base del principio, ribadito dal comitato direttivo dell'Anci, che il sevizio idrico integrato è essenziale per la collettività ed è strettamente connesso alle necessità dei territori e delle comunità amministrate e che l'estromissione dei comuni dalla regolazione del servizio idrico integrato non garantirebbe l'accesso universale al servizio che necessita di garanzia e controllo a livello locale».
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