Il Tirreno

Grosseto

Minacciò una ragazza con la mannaia

<b>INDAGINE.</b> Dei carabinieri
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INDAGINE. Dei carabinieri

Scenata di gelosia dopo un sms arrivato sul cellulare di lei Ha patteggiato 760 euro anche per averla costretta a salire in casa

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 CASTEL DEL PIANO. Si erano frequentati per qualche settimana, senza mai un problema. Ma una sera lui, impazzito di gelosia per un sms trovato sul cellulare di lei, le aveva fatto una scenata, portandole via il cellulare. Le acque si erano calmate e, usciti in una circostanza successiva, lui l'aveva portata sotto casa sua, in una zona isolata, l'aveva tirata fuori a forza dall'auto e l'aveva costretta a salire: «Stasera non mi scappi. Mica vuoi andare da quell'altro?». Ne era nata una collutazione e lei aveva colpito lui alla testa con una sbarra di ferro. Lui l'aveva minacciata alla gola con una mannaia: «Tanto in carcere ci sono già stato due volte, questa sarà la terza e non mi importa niente». Poi era riuscita a scappare e a chiamare il fratello.  Così aveva raccontato ai carabinieri una ragazza di Arcidosso, oggi 26 anni, che nel luglio dell'anno scorso aveva denunciato quello che per alcune settimane era stato più di un amico. Violenza privata e minacce aggravate sono le accuse di cui un 31enne abitante a Grosseto, è stato citato a giudizio davanti al giudice Compagnucci. L'imputato, assistito dall'avvocato Valle e agli arresti domiciliari per altri motivi, ha preferito non discutere e ha scelto il patteggiamento: venti giorni di reclusione convertiti in 760 euro, da pagare a rate. L'episodio di violenza denunciato risale all'1 della notte 26 luglio 2009 (la cena della scenata invece a una settimana prima circa). La ragazza aveva sferrato il colpo con la sbarra sotto casa di lui, per sottrarsi alle sue percosse mentre veniva offesa: era riuscita ad allontanarsi, poi lui l'aveva ripresa. La mannaia, sempre secondo il racconto della ragazza, era spuntata fuori poco dopo nell'abitazione dell'uomo. Lui, rimasto ferito alla testa dal colpo, si era poi messo a piangere e lei ne aveva approfittato per scappare. Inseguita, si era nascosta per sfuggire all'uomo, e aveva attesto l'arrivo del fratello fatto chiamare da una donna abitante nella prima abitazione: si era fatta refertare al pronto soccorso. La mattina alle 9 era già davanti al maresciallo dei carabinieri di Arcidossi per sporgere querela. P.S.

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