Il Tirreno

Grosseto

Il fronte del no chiede al massimo 24 aperture

Al tavolo di concertazione subito un rinvio, divisi su tutto

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 GROSSETO. Chi in città si aspettava di sapere se il prossimo anno i negozi potranno stare aperti la domenica oppure no è rimasto deluso. Ieri in sala consiliare piccola e grande distribuzione, associazioni di consumatori e rappresentanti dei lavoratori hanno esposto all'assessore al commercio Moreno Canuti le loro posizioni nel tavolo di concertazione sulle aperture domenicali. Ma serviranno nuovi incontri per raccogliere in modo sistematico le proposte da presentare al sindaco, che dovrà decidere se ritoccare o no l'ordinanza sulle aperture.  «È stata una prima ricognizione - spiega l'assessore Canuti - ma non ci sono state proposte precise dei singoli partecipanti su quante domeniche di apertura chiedere rispetto alla situazione attuale. Serviranno altri incontri, come del resto era in programma, e forse il prossimo sarà intorno al 27 o 28 dicembre. Rispetto all'anno passato registriamo la richiesta generalizzata di limitare le aperture e il desiderio da parte di tutti di trovare un punto di incontro».  Un punto che però non sarà facile trovare. I primi a essere divisi sono i commercianti. Ascom e Confesercenti, rappresentanti dei negozi di vicinato, dicono no alle aperture domenicali. «La legge regionale è un buon punto di partenza e non vogliamo 52 domeniche di apertura all'anno - spiega Gloria Faragli di Confesercenti - anche se sulla costa il discorso è diverso, così come quando ci sono eventi la domenica». Per Ascom hanno preso la parola Elisabetta Pasquinucci e Giampaolo Baldi, portavoce di 400 commercianti contrari alle aperture e "riformatore" della linea Ascom, nonostante lui stesso abbia dichiarato di non essere un associato. «Baldi - spiega l'assessore Canuti - ha esposto la nuova linea dell'Ascom che, rispetto all'anno scorso, è la novità più grossa di questo tavolo».  Di avviso opposto è la grande distribuzione, con in testa Unicoop e Conad. «Noi abbiamo portato dei dati - spiega Maria Teresa Casalino della segreteria di Legacoop - secondo i quali quando stiamo chiusi la domenica il fatturato cala. La nostra richiesta è avere minimo le stesse aperture dell'anno scorso». Paolo Degli Innocenti, dell'Associazione nazionale cooperative fra dettaglianti, ha invece chiesto l'apertura per tutte le 52 domeniche.  Una proposta compatta arriva dai sindacati, tutti schierati per la prima volta per il no alle aperture, mentre i consumatori sono divisi. Confconsumatori, favorevole all'apertura totale ma contraria a una regolamentazione calata dall'alto, ha disertato il tavolo. Presenti invece Federconsumatori che, visto l'impatto del nuovo centro commerciale, ha aperto uno spiraglio sulle aperture, e Unione Nazionale Consumatori. «I commercianti hanno scuole di pensiero diverse - spiega il presidente Paolo Pisani - mentre per gli utenti maggiori aperture sono un sicuro vantaggio. Vediamo se si troverà un accordo».  Prematura, però, qualsiasi decisione anche se, seppur in modo non ufficiale, a lavori conclusi il fronte del no non ha fatto segreto di desiderare non più di 24-25 aperture domenicali all'anno. F.F.

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