Il Tirreno

Grosseto

Condanna per l'Acquedotto

Claudio Bellumori
<b>BOLLETTA </b>Per l&#146;acqua depurata
◗
BOLLETTA Per l’acqua depurata

Il Fiora chiede i soldi della depurazione, ma non c'è l'impianto

2 MINUTI DI LETTURA





 MANCIANO. Viene bersagliato per quattro anni da solleciti di pagamento per un servizio di depurazione mai esistito. Il giudice di pace di Pitigliano Adriano Simonetti ha accolto il ricorso presentato da un cittadino contro l'Acquedotto del Fiora che, al termine della sentenza, ha rimborsato le somme indebitamente versategli dal cittadino: 28 euro.  Inoltre il gestore idrico è stato condannato a saldare le spese di giudizio, pari a 800 euro, più gli oneri di legge. Disco verde, quindi, per il reclamo di un residente di Manciano che ha preteso di riavere i soldi - relativi ai costi di depurazione - corrisposti all'Acquedotto. Durante il dibattimento dello scorso luglio è stato sentito anche Mario Mecarozzi, sindaco mancianese. Il primo cittadino ha precisato che dal 2003 la direzione della fornitura idrica e la depurazione delle acque reflue sono state trasferite all'Acquedotto del Fiora. Eppure, al momento della sua deposizione, Mecarozzi ha segnalato la mancanza per il centro del paese e per le frazioni di San Martino sul Fiora, Poggio Murella e Poderi di Montemerano di apparecchiature di depuramento. C'è di più: per lo stesso motivo sono stati citati pure l'albergo Tuscany e altri della zona di Saturnia, dotati di apparati privati per filtrare i liquidi. Inoltre, il sindaco ha sottolineato la presenza - all'esterno dei centri urbani - di zone con allestimenti privati di depurazione e fosse Imoff. Mario Mecarozzi ha successivamente ricordato che le aree provviste di impianti di raffinamento sono Poggio Capanne (fossa Imoff, peraltro non per tutte le abitazioni), Saturnia (tutta la frazione ad eccezione del lato che si affaccia a sud-est), Montemerano e Marsiliana (rimane non allacciata la parte in località Camerone).  I rappresentanti legali dell'Acquedotto hanno dichiarato l'esistenza di un difetto di giurisdizione e cioè che la discussione doveva essere affrontata dalla Commissione tributaria provinciale. Scalzata la richiesta, il giudice ha dedotto che il gestore non doveva incassare alcunché, perché nel Comune di Manciano non c'è un struttura per il trattamento dei liquidi. Quindi è apparso illegittimo il reiterato reclamo dell'Acquedotto per l'indennizzo di un servizio mai attuato. Una pretesa che, come affermato da Simonetti durante il giudizio, è stata evidenziata nella bolletta in modo da ingenerare «l'errata convinzione dell'utente» che si trattasse di una normale procedura. Infine il giudice ha ricordato al gestore che vista l'esiguità dell'importo, avrebbe potuto definire la controversia in via conciliativa «già alla prima udienza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web