Il Tirreno

Grosseto

Cento firmano per non chiudere

Francesca Ferri
<b>CORSO CARDUCCI.</b> Gremito di gente in questi giorni
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CORSO CARDUCCI. Gremito di gente in questi giorni

Parte la contropetizione: «Libertà di concorrenza»

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 GROSSETO. È ormai guerra aperta a colpi di firme. Dopo i quattrocentocinquanta negozianti che hanno sottoscritto la dichiarazione per chiedere di applicare a Grosseto la legge regionale che limita le chiusure domenicali, ecco una nuova petizione da colleghi del fronte opposto. Favorevoli, cioè a lavorare la domenica.  «Noi sottoscritti commercianti di Grosseto vogliamo esprimere il nostro dissenso da chi scrive e raccoglie firme contro le aperture domenicali e festive a nome di tutta la categoria». Comincia così la lettera inviata al sindaco nel giorno in cui si aprono i lavori per decidere se confermare o modificare l'ordinanza che fa tenere aperti i negozi la domenica. Ed è un fulmine a ciel sereno. In un pomeriggio i promotori hanno raccolto le adesioni di 90 commercianti che la domenica vogliono lavorare.  «Un principio fondamentale del mercato - si legge nella lettera - è la libertà di concorrenza e di decidere se stare aperti o no. Noi vogliamo lavorare, abbiamo fatto investimenti per le nostre attività, vogliamo decidere liberamente se incrementare le entrate o accontentarci. Non è giusto limitare l'attività di un imprenditore seguendo correnti politiche o lotte intestine tra associazioni... Non possiamo parlare di Grosseto come città a vocazione turistica e poi far trovare ai turisti le serrande abbassate. Non tolleriamo che i grossetani la domenica emigrino in altre città per fare spese. È di domenica che la maggior parte delle persone ha tempo per gli acquisti. Non tolleriamo che nel comune ci sia una zonizzazione, ossia zone costiere dove si può stare aperti 365 giorni l'anno».  «Si parla di mantenere i livelli occupazionali - dicono i firmatari - e, nonostante situazioni gravissime, non ci possono raccontare che la domenica dobbiamo star chiusi per il sacrosanto riposo dei dipendenti. Con le chiusure si abbassano i fatturati e i primi tagli sono proprio a discapito dei lavoratori. Chiediamo al sindaco di non dar seguito a quei commercianti che vogliono la chiusura delle attività commerciali nei festivi e di tornare a quando vigeva totale libertà di scelta».  La lettera è seguita dalle firme di 96 commercianti, 28 solo di corso Carducci. Compaiono store monomarca ma anche tanti negozi di vicinato, dello stesso tipo, cioè, di quelli che lamentano di non farcela a lavorare la domenica perché "a conduzione familiare". E poi bar, negozi di abbigliamento e biancheria, alimentari, oreficerie. L'altra metà dell'universo commerciale grossetani che chiede di essere ascoltata.

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