Il Tirreno

Grosseto

I proprietari: tagliano la rete e li portano via, gli animali rivenduti sul mercato nero

Cani da caccia, allarme furti

Paola Villani
Cani da caccia, allarme furti

Dieci colpi nell'ultimo mese nelle campagne follonichesi

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 FOLLONICA. Segugi da cinghiale rubati durante la notte per poi essere rivenduti sul mercato nero. È allarme nelle campagne intorno a Follonica dopo la serie di furti, circa una decina, segnalati dai cacciatori della zona. Nel mirino dei ladri sono finiti i cani da caccia.  Secondo quello che raccontano i cacciatori i ladri batterebbero le campagne follonichesi per capire quali sono i cani addestrati meglio, oppure seguono qualche soffiata, poi appena scende la sera si dirigono nella campagne follonichesi, tagliano indisturbati le reti che delimitano le cucce, e caricano nelle auto i cani che una volta venduti faranno loro guadagnare diverse migliaia di euro.  Una storia che si ripete ad ogni apertura e chiusura della stagione venatoria. Il buio, i ricoveri nascosti tra le campagne follonichesi rendono il gioco semplice, e a farne le spese sono i cacciatori che si vedono portar via i loro migliori compagni di caccia, pagati profumatamente e addestrati con cura.  Per ora sono stati portati via una decina di esemplari, l'ultimo furto risale alla notte passata, quando a un follonichese sono stati rubati due cani. Ma a quanto dicono nell'ambiente degli appassionati non sarà l'ultimo episodio: bastano delle tenaglie e il gioco è fatto.  Stavolta ad interessare i ladri di animali sono in particolare i cani da cinghiale: si sa che in Maremma questa tipologia è molto frequente, forse addirittura la più importante e quella quindi con numero maggiore di appassionati. Una volta portati via dalle loro cucce, gli animali vengono poi venduti fuori Toscana, in altre zone dove si praticano le battute al cinghiale. Difficile per gli inquirenti capire i movimenti dei predoni, in poche ore gli esemplari possono arrivare da un capo all'altro della nazione per poi trovare altri padroni, e per un cane del genere si parla anche di costi che si aggirano intorno ai tre o quattro mila euro. «Secondo noi dell'ambiente - racconta Stefano Biagini, appassionato e proprietario di cani - si tratta di spiate, i cani migliori vengono segnalati a qualcuno scaltro e pronto a commettere il furto e poi portati via. Questa volta hanno rubato gli animali più belli, ma questo non significa che abbiano preso i migliori nell'arte venatoria. Certo è che hanno preso cani già addestrati ad uscire nelle battute di caccia, quindi esemplari che sul mercato hanno costi più alti». Stessa cosa accadde nel marzo scorso, al momento della chiusura della attività venatoria: pare proprio che dietro ci sia una vera e propria organizzazione, qualcuno ha capito che con i cani da caccia si guadagna bene ed è difficile essere scoperti.

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