Il Tirreno

Grosseto

È Mario Lolini il "sindaco" Pdl

Gabriele Baldanzi
<b>SODDISFATTI </b>Lolini affiancato da Monica Faenzi e Alessandro Antichi
◗
SODDISFATTI Lolini affiancato da Monica Faenzi e Alessandro Antichi

L'ex assessore la spunta nella cinquina di candidati

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. La sfida tra "democristiani" che qualcuno ventilava mesi fa è stata ufficializzata ieri sera, poco prima di cena, nella sede del Pdl, in via Monterosa. Mario Lolini, Amintore per gli amici del partito, con evidente riferimento a Fanfani (per i suoi modi moderati), sarà infatti l'avversario di Emilio Bonifazi, democristiano vero ("ma senza tessera", ha sempre precisato), sindaco uscente in quota Pd.  Una direzione di oltre due ore, conclusa con voto unanime, ha designato Lolini, così come era nelle previsioni della vigilia. I big del partito, in coro, ne hanno sottolineato qualità, competenze e cursus honorum. Lui si è detto ottimista, convinto di poter vincere. E gli altri 4 candidati? «Tutti con Mario, al suo fianco, a disposizione». C'è chi lo ha ripetuto davanti ai giornalisti, chi lo ha messo per iscritto, come l'architetto Roberto Aureli. Luca Agresti, insomma, non poteva chiudere il cerchio in modo migliore. Il percorso di accreditamento, confronto e condivisione del nome è filato via liscio così come era stato pensato, senza frizioni. «C'è grande maturità in questo partito - ha detto lo stesso Lolini, ringraziando il coordinatore Agresti e gli amici-soci-avversari di questi mesi - si respira un clima di fiducia e il sondaggio che era stato commissionato ha confermato la mia idea di fondo: Bonifazi ha notorietà superiore ma la distanza per quanto riguarda il gradimento è brevissima. Sono certo di vincere, di riuscire a far passare il mio messaggio, far conoscere il programma a cui inizieremo a pensare da stasera insieme agli alleati, a tutti gli interlocutori». Poco più che cinquantenne, sposato, tre figlie, imprenditore agricolo nel settore della produzione del riso, Lolini è consigliere comunale dal 1997. È stato capogruppo di An, assessore ai Lavori pubblici dal 2005 al 2006, è vicepresidente del consiglio comunale. La benedizione alla sua candidatura è arrivata prima da Antichi ("Bonifazi ha solo l'arma della manutenzione del consenso, la esercita dietro un volto sorridente, l'aspetto buonista, ma i grossetani hanno iniziato a capire. Mario Lolini ha tutte le caratteristiche, compresa la convinzione, per mandarlo a casa»), poi da Andrea Agresti ("il percorso è in salita ma abbiamo fiato ed entusiasmo. Lolini è il sindaco utile, contro un Bonifazi inutile, che non ama questa la città e convince poco i suoi stessi compagni»), infine dalla Faenzi («Candidatura meritata, rafforzata dal sondaggio, ma soprattutto squadra valida e matura»). Sulla "vicenda Terzo" Lolini non si trattiene: «Vorrei non replicare ma provo amarezza dal comportamento di Bonifazi, che ha fatto bassa politica, non casualmente, su un ragazzo morto mente lavorava». «Queste cose si fanno quando si ha paura di perdere», aggiunge Luca Montemaggi. Amintore contro Emilio inizia da qui.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze