Il Tirreno

Grosseto

Arrivati camion di cdr da quattro province, comitati all’attacco

Nell'inceneritore di Scarlino i rifiuti di mezz'Italia

Alfredo Faetti
<b>LA POLEMICA.</b> Per l&#146;acquisto di cdr da quattro diverse province italiane
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LA POLEMICA. Per l’acquisto di cdr da quattro diverse province italiane

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 SCARLINO. Dopo neanche ventiquattr'ore dal nulla osta rilasciato dalla Provincia, quattro camion pieni di cdr sono arrivati ieri mattina alle porte dell'inceneritore di Scarlino. Questi rifiuti speciali arrivano da Aprilia, provincia di Latina, Prato e Mantova.  Inizia così la nuova attività di Scarlinoenergia: con quattro camion provenienti da varie zone d'Italia. Del resto, è noto da mesi ormai che l'azienda sarebbe stata libera di cercare questo materiale sul mercato. Al momento neanche un grammo di cdr prodotto nel grossetano verrà bruciato nell'inceneritore, anche perchè, ancora, non ne viene prodotto nel nostro territorio. Il programma prevede l'incenerimento del cdr appena arrivato a partire da questa mattina: un avvio graduale, che tratterà solo una parte modesta del contenuto dei quattro camion, insieme alle consuete ecoballe. Insomma, la società ha avuto il nulla osta e i dipendenti hanno visto scongiurare il rischio della cassa integrazione annunciato nei giorni scorsi. Tutti contenti? Assolutamente no. Ad alzare la voce ci sono i comitati ambientalisti che puntano l'indice contro il presidente della Provincia Leonardo Marras. «Marras denota una sconsideratezza pericolosissima per un amministratore della cosa pubblica» scrivono in un comunicato congiunto Mario Monciatti, presidente del Comitato del No all'inceneritore, Riccardo D'Ambra, dei Verdi follonichesi, e dal coordinamento dei comitati e associazioni ambientaliste grossetane. Questa frase d'esordio del comunicato si riferisce a un'affermazione che gli ambientalisti attribuiscono a Marras quando ha detto che: «se avessimo dato retta ai fautori dell'opzione zero (ossia il riciclo totale dei rifiuti modello Vedelago ndc) oggi ci saremmo trovati con 90.000 tonnellate di rifiuti sulle strade».  La risposta degli ambientalisti non si è fatta attendere. «L'aspetto che colpisce non è l'abitudine di perpetuare questi luoghi comuni per giustificare ai cittadini la spesa di milioni di euro per un inutile impianto di cdr, ma che altri amministratori del suo stesso partito a vari livelli smentiscano in pieno questa sua posizione».  Come ad esempio l'ex sindaco di Montebelluna, esponente nazionale del Pd, che «attuando quel sistema ha fatto spendere ai suoi cittadini la metà di quanto spendiamo noi grossetani. In questi tempi di crisi, 700.000 euro risparmiati per il mancato smaltimento, possono fare la differenza in un bilancio, generando benefici importanti per i cittadini tutti». «Inutile impianto», «spendere la metà»: sono espressioni usate dai comitati non per denunciare un problema ambientale, quanto per denunciare, a loro parere, un impianto che nel territorio non è di alcun aiuto.

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di Redazione web