La protesta
Protestano gli abitanti: velocità sostenuta soprattutto la sera
Una raccolta di firme per i dossi Via De Gasperi come un autodromo
P.V.
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FOLLONICA. Raccolta di firme per istallare dei dissuasori di velocità alla 167 ovest. Via De Gasperi, strada dritta e larga: facile confonderla per un autodromo. Velocità sostenuta, sorpassi pericolosi, la notte quando diventa meno trafficata allora sì che si schiaccia ancora di più il pedale. Ma di giorno quella via si anima: in via De Gasperi ci sono due istituti superiori, il liceo e ragioneria, e l'asilo nido comunale. All'orario di entrata e di uscita dalle scuole, la strada diventa molto trafficata, motorini, biciclette, auto in sosta e ragazzini a piedi: in quei momenti però c'è sempre l'auto della municipale a vigilare che vengano tenuti comportamenti adeguati al codice della strada. Il problema è nelle altre ore del giorno, quando mancando dei dossi che costringono a rallentare, la strada viene usata come una pista da corsa. Ecco allora che da una ragazza che vive proprio in quella via arriva l'idea di una petizione popolare, per chiedere all'amministrazione di intervenire attraverso una nuova segnaletica e l'istallazione di dissuasori di velocità. «Ho un bambino piccolo che va al nido - racconta una residente della via, Cristina Biagetti - e ogni volta che attraverso la strada devo stare attenta che non sbuchi a tutto gas una macchina. Mancano anche le strisce blu, che di solito sono previste nelle vicinanze delle scuole, magari di quelle rialzate che comunque dissuadono dal tenere una velocità sostenuta. Anche durante l'uscita delle scuole la situazione si fa pericolosa, con i motorini che arrivano da ogni parte. Ho provato a chiedere in Comune e alla Municipale se fosse possibile mettere dei dossi che rallentino la velocità, ma in entrambi i casi mi hanno risposto che non era possibile». «Mi domando - conclude - perché, visto che in altre strade della città sono stati istallati. Qui si tratta della sicurezza di chi abita in questa zona e dei nostri figli, non vorrei che si muovessero dopo una disgrazia. Per questo voglio raccogliere delle firme, sia nelle scuole che al centro commerciale, proprio per far sentire la nostra voce».
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