Attenzione
Sì al cdr nell'inceneritore
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CDR. Caroleo e Marras Firmata l'autorizzazione, già da oggi può essere usato Ma Marras è furioso: «Dall'azienda un ricatto inaccettabile»
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FOLLONICA. Al via il trattamento del cdr per l'inceneritore di Scarlino. La Provincia ha rilasciato ieri l'atuorizzazione, facendo rientrare il rischio della cassa integrazione per 60 dipendenti. Ma a questo proposito Marras sbotta: «inaccettabile l'atteggiamento della società che si fa scudo dei lavoratori». Sono molte le notizie in questa vicenda: l'inceneritore di Scarlinoenergia che inizia a bruciare i cdr, il rientro di una possibile cassa integrazione per i dipendenti e lo scontro, a questo punto è il termine giusto, tra il presidente della Provincia e la società. Ma andiamo per ordine. Ieri pomeriggio l'ufficio ambiente di Palazzo Aldobrandeschi, conclusi i sopralluoghi e constatati i lavori di adeguamento realizzati così come prescritti dall'Aia, ha rilasciato il nulla osta a Scarlinoenergia per alimentare i propri forni con i cdr. Prende così il via il trattamento da parte dell'azienda anche di questa tipologia di rifiuti, attesa ormai da diversi mesi. Un nulla osta che ha visto l'accumolo di ritardi su ritardi, tanto che la società lunedì ha dato il via alle procedure per la cassa integrazione a zero ore per tutti i dipendenti. Una notizia che però non ha sorpreso le Rsu. «Ne avevamo parlato con la società: - spiega Vico Cerretti della Femca-Cisl - dato che senza l'autorizzazione per i cdr, non ci sarebbe stato il lavoro previsto». Stando a quanto dice Cerretti, la cassa integrazione per 60 dipendenti era anzi un'ipotesi a loro tutela. «Era una strada percorribile nel caso non fosse arrivata l'autorizzazione per tempo. In quel caso, sarebbe stata una soluzione per la salvaguardia del nostro posto». Ma questa ipotesi non è piaciuta al presidente Leonardo Marras, il quale ci ha visto dietro un ricatto da parte della società. «Dobbiamo registrare l'ennesima forzatura da parte della società che ancora una volta si è fatta scudo dei lavoratori. - dice Marras - In questi ultimi 16 mesi, infatti, per raggiungere il proprio obiettivo l'azienda ha impostato il rapporto con la pubblica amministrazione all'insegna del conflitto, prima inviando una diffida ai consiglieri provinciali, poi denunciando i pubblici ufficiali dell'inchiesta pubblica e infine minacciando sistematicamente di licenziare i propri dipendenti. Con un modo di procedere arrogante, di chi si sente padrone in casa d'altri». E da oggi inizia un'era nuova per la Provincia, quella «dei controlli sull'attività dell'impianto, che saranno effettuati in modo sistematico e senza sconti, anche avvalendoci di un'Agenzia per i controlli ambientali di prossima istituzione, alla quale parteciperanno le autonomie locali e i comitati». L'era dei controlli che va di pari passo con quella del Piano interprovinciale di gestione del ciclo dei rifiuti, «che mette al primo posto la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali». (a.f.)
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