Il Tirreno

Grosseto

UDIENZA PRELIMINARE

Picchiava i genitori per i soldi Ma era incapace di intendere

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 GROSSETO. Picchiava il padre, colpendolo a petto e prendendolo a spintoni: voleva i suoi soldi. Una volta aveva aggredito anche la madre, portandole via alcune somme di denaro. Ma non è imputabile: al momento dei fatti (tra il 2008 e il 2009) era totalmente incapace di intendere e di volere. Così ha deciso il giudice Molino nel procedimento giunto all'udienza preliminare con il rito abbreviato, condizionato alla perizia psichiatrica. Imputato un grossetano di 21 anni, arrestato nel dicembre 2009 e poi tornato libero già all'inizio di quest'anno (difesa Rechichi). Tentata rapina ai danni del padre, azione interrotta dall'intervento dei carabinieri che lo avevano arrestato; vari episodi di rapina con lesioni (tra il marzo 2008 e il novembre 2009) sempre ai danni del genitore costretto a versargli 300 euro al mese; vari episodi di rapina con lesioni ai danni della madre (20 giorni di prognosi in un caso). Queste le imputazioni mosse dal pm Navarro, che preso atto della perizia (dottor Fabbrizzi) aveva poi sollecitato l'assoluzione. Perché il giovane si comportava così? Perché affetto da una depressione nata nella prima infanzia, da uno sviluppo immaturo: «I risentimenti e le manifestazioni aggressive sono tutti rivolti verso i propri genitori, da lui accusati di averlo sostanzialmente abbandonato - osserva il giudice - Tenuto conto del percorso di autocoscienza e del forte desiderio di intraprendere un proficuo cammino di psicoterapia, il perito ha concluso per un giudizio di non attuale pericolosità sociale, tutt'al più solo latente ma certamente non in essere». Miglioramenti e rasseneramento dei rapporti famigliari. Dunque nemmeno misure di sicurezza.

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di Redazione web