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Scontro mortale. Le motivazioni dellassoluzione per lincidente di Principina Terra
«Nessuna colpa per l'automobilista Il motociclista andava troppo veloce»
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PRINCIPINA TERRA. I soccorsi dopo lincidente 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. A Duilio Santiccioli «non può essere mosso alcun rimprovero in termini di colpevolezza: non ha praticamente avuto la possibilità di interrompere la manovra di svolta per dare la precedenza al motociclo, avvistato solo praticamente all'ultimo momento e che sopraggiungeva a una velocità tale da rendere pressoché impossibile una manovra alternativa idonea a evitare l'urto». Sono le parole con le quali il giudice Mezzaluna ha prosciolto l'automobilista 62enne, imputato della morte di Andrea Raia, 24 anni, avvenuta nello scontro del 15 maggio 2009 a Principina Terra. Sono le motivazioni adesso depositate della sentenza (rito abbreviato condizionato alla perizia dell'ingegner Trovato) pronunciata il 29 ottobre scorso. Assolto dall'omicidio colposo perché il fatto non è previsto dalla legge come reato e dalla guida in stato di ebbrezza perché il fatto non sussiste (solo una delle due prove era superiore al limite di legge). Santiccioli era alla guida di un autocarro Piaggio e, proveniente da Grosseto, stava svoltando a sinistra in un'area di sosta davanti al bar. Raia, in sella a una Kawasaki, marciava in direzione opposta. Era appena sbucato dal dosso. Santiccioli, secondo un testimone, si era fermato per far transitare un'auto che proveniva da Marina e aveva iniziato la svolta: dunque era a bassissima velocità. Il perito aveva stimato in 95 km all'ora la velocità della moto: lì il limite è di 50. «Si può fondamente dubitare - argomenta il giudice - delle effettiva possibilità per il conducente dell'autocarro di avvistare la moto». Circa 90 i metri di distanza della moto dal punto di urto: «A causa dell'elevata velocità tenuta dal motociclo, l'avvistamento del pericolo rappresentato dal sopraggiungere della motocicletta è stato pressoché contemporaneo o di poco successivo alla manovra di svolta a sinistra, con tempo di reazione insufficiente a interrompere la manovra». Santiccioli era assistito dall'avvocato Festelli, la famiglia di Raia si era affidata a Turturici di Arezzo.
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