Una società patrimoniale per investire ancora
Enrico Pizzi
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PRESIDENTE. Leonardo Marras Tagli al bilancio della Provincia, la giunta cerca soluzioni
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GROSSETO. Tagli alle spese di gestione, un nuovo patto territoriale per lo sviluppo e una società patrimoniale per portare avanti gli investimenti: questa la strategia della Provincia di Grosseto per far fronte ad un bilancio che nel 2011 avrà ventisei milioni di euro in meno. Il presidente della Provincia Leonardo Marras non ci sta a vedere relegare l'ente al ruolo di pagatore di stipendi e delle rate di mutuo, «in questo caso - dice - gli organi politici sarebbero effettivamente uno spreco, ma noi - aggiunge mentre illustra la situazione ai sondaci del territorio (una decina quelli che hanno accolto il suo invito, ndr) - non vogliamo rinunciare al ruolo della Provincia come primo attore delle politiche di sviluppo». Sul come fare, però, si apre il problema di una rilettura sostanziale degli impegni programmatici della giunta Marras. Il quadro di riferimento sono i tagli e i vincoli del patto di stabilità. Ci sono i tagli governativi dei trasferimenti dello Stato, che per il 2011 saranno quasi 4 milioni di euro, si aggiungono i tagli che la Regione effettuerà per tutta una serie di materie delegate e che ammonteranno a circa 10 milioni di euro, si sommano tutta una serie di minori entrate che la Provincia subirà a causa della congiuntura economica - vedi addizionale energia elettrica o imposta registro automobilistico, legata al mercato dell'auto - e si raggiunge la cifra di 26 milioni in meno, per il prossimo anno, con il bilancio di previsione che passa da 117 milioni di euro che è il consolidato di quest'anno, a 91 milioni. Sul fronte del patto di stabilità, al di là delle critiche per un sistema che finisce per vincolare anche enti come la Provincia di Grosseto che potrebbero investire risorse proprie senza indebitarsi, e al di là delle richieste di allentare alcuni dei vincoli, c'è la dura realtà di un limite di spesa annuo che è intorno ai dieci milioni di euro e che, stando ai lavori già appaltati e anche a quelli già conclusi e non ancora pagati, è già impegnato almeno fino a metà 2012. Insomma, per nuovi investimenti se ne potrà riparlare nel 2013. Ovvio che la Provincia non ci sta a restare immobile per quasi due anni e così, pur rinunciando a investire in tutta una serie di attività e iniziative, Palazzo Aldobrandeschi ipotizza un «modelo Maremma», tre direttrici chiare «per passare dalla resistenza all'esistenza». La prima direttrice è quella del risparmio sulla gestione e degli investimenti in tecnologia per rendere sempre più efficiente la struttura Provincia. Si parla di un taglio netto di almeno il 20 per cento sulle spese di funzionamento dell'ente. La seconda direttrice è quella della difesa del lavoro e delle iniziative di contrasto alla crisi e di investimenti per la crescita. Oltre alle misure del pacchetto anticrisi, la Provincia punta su un nuovo patto per lo sviluppo che da una parte metta a disposizione risorse - 15 milioni di euro della Provincia recuperati dai residui passivi e altrettanti dalla Regione - ma soprattutto metta a disposizione delle imprese la semplificazione delle procedure. La terza direttrice è quella dell'intervento pubblico in opere e servizi. Per quanto riguarda i lavori, i vincoli del patto di stabilità potrebbero essere superati attraverso società patrimoniale, tutta della Provincia, che potrebbe effettuare circa 41 milioni di euro di investimenti fino alla fine del mandato. «L'ipotesi - ha spiegato il presidente Leonardo Marras - è ancora tutta da valutare».
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