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Sessanta in cassa integrazione

Sessanta in cassa integrazione

In ritardo il via libera al cdr, Scarlinoenergia avvia la procedura

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SCARLINO. L'autorizzazione a bruciare il cdr nell'inceneritore di Scarlino ancora non arriva, ritardi su ritardi. E Scarlinoenergia, che ci sta rimettendo una montagna di soldi, mette in cassa integrazione (a zero ore) sessanta dipendenti. La decisione di far partire la procedura è stata comunicata ieri mattina ai sindacati. Sotto accusa, da parte dell'azienda, sono appunto i ritardi della Provincia. Sarà un modo per forzare la mano, certo è che i tempi si stanno allungando in modo impressionante.

Eppure il percorso è stato lungo. Dopo la prima Via, la revisione, la seconda Via, le polemiche, le proteste dei comitati e la preoccupazione dei dipendenti, la procedura per l'Aia risale ormai a parecchi mesi fa. Però il tempo è passato e, dopo il via libera, la Provincia non ha ancora rilasciato l'atto. Un documento che sancisce quanto deciso il 27 luglio scorso, dopo quasi tre anni dall'avvio del procedimento e cioè l'autorizzazione ad utilizzare il Cdr nell'impianto. Certo il percorso, a luglio, non era ancora completo.

C'erano una lunga serie di prescrizioni da ottemperare prima di poter effettivamente iniziare a recuperare energia dai rifiuti. Scarlinoenergia, però, che ha il massimo interesse a introdurre quanto prima il nuovo combustibile da rifiuti nell'impianto, si è messa a lavoro a ritmi forzati per mettere tutto a posto. Così già a metà novembre scorso ha dichiarato di aver ottemperato a tutte le prescrizioni e ha invitato i tecnici della Provincia a fare i sopralluoghi per rilasciare i relativi collaudi, necessari per rendere efficace l'Aia.

Essendo giunti al 13 di dicembre e non avendo ricevuto precise garanzie sulla data di rilascio di questa documentazione, l'azienda ha definitivamente rotto gli indugi ed ha deciso di andare alla cassa integrazione. Così ieri mattina ha convocato le rappresentanze sindacali e le ha informate di aver avviato le procedure per la cassa integrazione a zero ore per tutti i dipendenti, per 15 settimane. Solo oggi i sindacati prenderanno una posizione ufficiale sull'accaduto ma, se non ci saranno novità in tempi brevi, la situazione nella Piana è grave. (g.fior.)

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