Sicurezza
POLEMICA/2
Nannetti contro la geotermia «Così addio ai visitatori»
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Michele Nannetti 2 MINUTI DI LETTURA
ARCIDOSSO. Il capogruppo consiliare di opposizione della lista "Tradizione e innovazione" Michele Nannetti, torna sulla questione sfruttamento geotermico, al centro del dibattito in Amiata: «In questi giorni - osserva - è tornato di attualità il tema della costruzione di un'ulteriore centrale geotermoelettrica (Bagnore 4) sul Monte Amiata che si andrebbe ad aggiungere a quelle già in funzione. Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi significherebbe dover rinunciare a qualsiasi aspirazione di rilancio turistico-economico- demografico della zona. A sostegno, si sbandiera la possibilità, legata a tale realizzazione, di avere 100 posti di lavoro per 5 anni, quelli presumibilmente necessari alla costruzione della centrale». E dopo? Cosa accadrà dopo? Si è pensato al danno di immagine a livello turistico che una presenza del genere comporterebbe per la zona? «Sono ormai decine di anni - prosegue - che si parla di rilancio dell'Amiata senza essere mai riusciti nell'intento. Come è pensabile che si possa farlo in futuro? Cosa dovrebbe indurre i turisti a trascorrere una vacanza o acquistare una casa all'ombra di centrali geotermoelettriche? O ancora a preferire prodotti locali, formaggi, olio, castagne provenienti dai dintorni di un sito del genere? I paesi maggiormente danneggiati sarebbero in primo luogo Arcidosso e Castel del Piano». Questo fenomeno è percepibile già adesso, soprattutto quando gli abbattitori di idrogeno solforato e arsenico rimangono inattivi per giorni per la periodica manutenzione. In questo lasso di tempo siamo costretti a respirare dette sostanze insieme con altre per le quali addirittura non esiste nessun tipo di abbattimento. «Colpisce in tutto questo il silenzio degli amministratori locali. Finché sono in tempo sarà bene che si sveglino se non vorranno essere ricordati come coloro che hanno dato, con la loro superficialità, il colpo di grazia a questa terra». F.B.
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