Gioco
Invitti imbocca la strada del concordato preventivo Oggi l'incontro in Regione
Già pronta la bozza che sarà presentata ai revisori Acceleratore premuto sull'ingresso del nuovo socio
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GROSSETO. La telefonata che tutti aspettavano alla Mabro, ieri sera è arrivata all'ultimo minuto. Quando le speranze di partecipare con le idee più chiare all'incontro con l'assessore allo Sviluppo economico Gianfranco Simoncini in programma questa mattina a Firenze, sembravano quasi svanite. E invece gli avvocati di Aldo Invitti hanno detto che il concordato si può fare. Una telefonata che in parte ha fatto tirare un sospiro di sollievo nella fabbrica delle vestaglie azzurre. L'amministratore delegato di Royal Tuscany fashion group infatti, venerdì non aveva sciolto il nodo durante l'assemblea con i soci dell'azienda. A Grosseto, nella sede degli industriali erano arrivati i suoi avvocati. Invitti aveva preso altro tempo. Perché sul piatto della bilancia c'erano due ipotesi: quella del concordato preventivo, che permette subito l'ingresso di un nuovo socio e la creazione di una newco, dopo il pagamento dei creditori in percentuali, appunto, concordate, o il fallimento della società. Invitti ha tintinnato. Per giorni ha fatto pesare la sua scelta sulle teste di chi a quel tavolo stava spingendo verso il concordato. Poi, ieri sera, una cauta apertura. Gli avvocati dell'amministratore delegato hanno chiamato il liquidatore, Marco Milanesio. Ed hanno detto che sì, si può fare. La disponibilità c'è e c'è anche già una bozza piena di numeri che oggi sarà sottoposta al vaglio dei sindaci revisori. Da una parte quindi il lavoro certosino di chi quel concordato dovrà riempirlo di numeri e cifre per salvare l'azienda. Dall'altra un appuntamento importante. Quello di questa mattina in Regione. Da via Senese si parte un'altra volta verso Firenze. Stamani senza autobus, ma con una delegazione guidata dal liquidatore, Marco Milanesio e dai sindacati. L'incontro con Fidi Toscana e con l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Gianfranco Simoncini servirà a fare l'ennesimo punto sulla Mabro. Un punto che oggi fa un po' meno paura rispetto a ieri, quando ancora Aldo Invitti non aveva sciolto il nodo del fallimento. Forse sarà questa la sede, oltre che per ragionare sul concordato preventivo e sulle cifre da mettere nero su bianco, per dire il nome del socio che potrebbe investire soldi freschi nell'azienda di abbigliamento. Il nome di quell'imprenditore che potrà creare una newco e far ripartire la fabbrica delle vestaglie azzurre. Un nome che sembra essere sempre più legato alle aziende di Prato, Pisa e Arezzo che hanno visitato l'azienda non soltanto per passare una giornata in Maremma.
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