Finanza
«La Faenzi mi ha diffamata»
Querelata dal presidente di Italia Nostra per l'Orto del Lilli
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CASTIGLIONE. Il sindaco di Castiglione della Pescaia, Monica Faenzi, è sotto accusa per diffamazione a mezzo stampa. Coimputati con lei il responsabile dell'ufficio legale, l'avvocato Daniele Falagiani, e l'ex addetta stampa, Silvia Duchi. Il pm Stefano Pizza li ha citati a giudizio dopo aver ricevuto la querela di Pasqualina Basta, in qualità di presidente di Italia Nostra, relativamente ai contenuti di un comunicato stampa del 16 febbraio 2007, inerente la polemica che in quei giorni infuriava a Castiglione sulla destinazione dell'Orto del Lilli.
Italia Nostra aveva presentato ricorso al Tar contro il progetto di sistemazione e il sindaco aveva replicato: tale comunicato, inviato dall'amministrazione, era stato pubblicato il giorno successivo sugli organi di informazione locali. Il processo, iniziato con citazione diretta davanti al giudice Puliatti pochi giorni fa, è stato però subito fermato perché l'avvocato Valle, difensore di Falagiani (Giorgi per Faenzi e Pugi per Duchi) ha fatto notare che si tratta di un reato che deve passare al filtro dell'udienza preliminare: carte di nuovo al pm, quindi, ed eventuale richiesta di rinvio a giudizio e infine di nuovo il passaggio in dibattimento. Perché la querela? Perché la Basta si era sentita diffamata da due passaggi del comunicato. Nel primo era stata definita come «moglie di uno dei più noti costruttori maremmani».
Nel secondo era stata additata come cattivo esempio «visto che proprio due giorni fa - aveva scritto il sindaco - in seguito a verbale dei vigili urbani ho firmato un'ordinanza sindacale per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie di un'area di sua proprietà. E recentemente ha anche ricevuto un verbale per un abuso edilizio». Affermazioni non veritiere, secondo Pasqualina Basta, che si era rivolta alla Procura costituendosi parte civile (ma non contro l'ex addetta stampa) affidandosi all'avvocato Vannetti. L'abuso edilizio risalirebbe a moltissimi anni prima e dell'ordinanza non avrebbe ricevuto notifica (sarebbe poi stata annullata). E infine il marito non è un costruttore ma un ingegnere ambientale. Stando all'imputazione, la Faenzi e Falagiani avrebbero elaborato il contenuto del comunicato che la Duchi aveva poi redatto e sottoposto di nuovo a loro due, che lo avevano approvato.
I carabinieri di Castiglione avevano condotto le indagini, ascoltando l'addetto stampa a sommarie informazioni prima e con interrogatorio dopo la conclusione delle indagini: questa aveva spiegato di aver elaborato il comunicato con le parole del sindaco dopo aver effettuato le opportune verifiche e quindi di averlo semplicemente inviato. P.S.
Italia Nostra aveva presentato ricorso al Tar contro il progetto di sistemazione e il sindaco aveva replicato: tale comunicato, inviato dall'amministrazione, era stato pubblicato il giorno successivo sugli organi di informazione locali. Il processo, iniziato con citazione diretta davanti al giudice Puliatti pochi giorni fa, è stato però subito fermato perché l'avvocato Valle, difensore di Falagiani (Giorgi per Faenzi e Pugi per Duchi) ha fatto notare che si tratta di un reato che deve passare al filtro dell'udienza preliminare: carte di nuovo al pm, quindi, ed eventuale richiesta di rinvio a giudizio e infine di nuovo il passaggio in dibattimento. Perché la querela? Perché la Basta si era sentita diffamata da due passaggi del comunicato. Nel primo era stata definita come «moglie di uno dei più noti costruttori maremmani».
Nel secondo era stata additata come cattivo esempio «visto che proprio due giorni fa - aveva scritto il sindaco - in seguito a verbale dei vigili urbani ho firmato un'ordinanza sindacale per il ripristino delle condizioni igienico-sanitarie di un'area di sua proprietà. E recentemente ha anche ricevuto un verbale per un abuso edilizio». Affermazioni non veritiere, secondo Pasqualina Basta, che si era rivolta alla Procura costituendosi parte civile (ma non contro l'ex addetta stampa) affidandosi all'avvocato Vannetti. L'abuso edilizio risalirebbe a moltissimi anni prima e dell'ordinanza non avrebbe ricevuto notifica (sarebbe poi stata annullata). E infine il marito non è un costruttore ma un ingegnere ambientale. Stando all'imputazione, la Faenzi e Falagiani avrebbero elaborato il contenuto del comunicato che la Duchi aveva poi redatto e sottoposto di nuovo a loro due, che lo avevano approvato.
I carabinieri di Castiglione avevano condotto le indagini, ascoltando l'addetto stampa a sommarie informazioni prima e con interrogatorio dopo la conclusione delle indagini: questa aveva spiegato di aver elaborato il comunicato con le parole del sindaco dopo aver effettuato le opportune verifiche e quindi di averlo semplicemente inviato. P.S.
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