Sicurezza
In Maremma il Pil prende la rincorsa
Francesca Gori
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PRESIDENTE. Giovanni Lamioni guida la Camera di CommercioScalate 23 posizioni nella classifica nazionale della ricchezza prodotta
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GROSSETO. Grosseto non è certo Milano. Ma non se la passa peggio di altre città toscane. Anzi. Il pil pro capite è cresciuto, portando la città di Canapone al quarantottesimo posto nella classifica delle province italiane. Quarantottesimo posto raggiunto scalando la bellezza di 23 posizioni dal 1995 a oggi. Con un pil pro capite di 26mila 277 euro. Lo dice il rapporto di Unioncamere, presentato ieri a Firenze, dove la provincia di Grosseto ha fatto la sua bella figura insieme alle altre toscane. Firenze resta al diciottesimo posto, seguita da Lucca al 21º che ha recuperato di 29 posizioni, Pisa che è cresciuta solo di un punto, Prato, che di posizioni ne ha perse ben 19 e poi livorno, al quarantasettesimo posto e appunto Grosseto. Dietro la Maremma, solo Massa Carrara che si ferma al sessantacinquesimo posto della classifica scalando tre posizioni. I numeri, quindi, parlano da soli e confermano i dati dell'osservatorio nazionale che dal 1995 al 2010 ha monitorato l'andamento della provincia. In media, dal 2002 al 2007, il Pil è cresciuto del 4,2%, nel 2008, quando il vento della crisi ha cominciato a soffiare sulla Maremma, la percentuale è diminuita al 3,5% e nel 2009, l'annus horribilis per l'economia, la perdita è stata dell'1,4%. Quando, in Toscana, si registrava un meno 4,5%. «Fino al 1995 ai tavoli regionali - spiega Gianni Lamioni, presidente della Camera di Commercio - ci si giocava la maglia nera con la provincia di Massa Carrara. Ora invece, da quindici anni ad oggi, abbiamo cominciato a risalire nella classifica, grazie alle vocazioni economiche della provincia che non sono monosettoriali». Vocazioni che parlano di agricoltura, di turismo e di commercio. «La recessione in Maremma si è fatta sentire meno rispetto ad altre province della Toscana - aggiunge il presidente della Camera di commercio - perché non esiste qui da noi una monocultura imprenditoriale. Il msettore agroalimentare è cresciuto ed è anche sbarcato sui mercati internazionali e anche il turismo ha tirato una bella volata alla nostra economia». Turismo e agroalimentare, con i prodotti di qualità esportati anche all'estero. Ma quello che manca alla nostra provincia, secondo gli studi del settore, sono le infrastrutture. Lo ha detto qualche giorno fa la ricerca del Sole 24 Ore, lo ripetono gli esperti di Unioncamere. «Il nostro è l'unico territorio da Lisbona a Trapani dove non passa nemmeno un chilometro di autostrada - dice Lamioni - non c'è una rete internet isdn omogenea in tutte le zone della provincia e l'aeroporto è quello che è». Una criticità, quella delle infrastrutture, che si lega ad un'altra criticità: quella della promozione. «In pochissimi conoscono la Maremma per quella che è - aggiunge il presidente - la maggior parte delle persone che vengono in vacanza da noi si limitano alla costa. Su questo dobbiamo spingere l'acceleratore, per attivare un ulteriore processo di crescita economica». L'obiettivo, quindi, è far crescere ancora il pil della provincia. Nonostante le infrastrutture carenti e la promozione ancora da studiare, Grosseto ha scalato 23 posizioni nella classifica italiana dello studio di Unioncamere. Posizioni che appunto raccontano la crescita e la vivacità economica di una provincia che sta resistendo ai venti della crisi con una grande vivacità imprenditoriale.
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