Il Tirreno

Grosseto

Il "salotto buono" vuole stare aperto

Guido Fiorini
<b>SALOTTO BUONO. </b>Piazza Dante, Canapone e i portici: dovrebbero essere il salotto buono della citt&agrave;
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SALOTTO BUONO. Piazza Dante, Canapone e i portici: dovrebbero essere il salotto buono della città

Da sotto i portici le voci contro: «Con i negozi chiusi la città muore»

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 GROSSETO. Da sotto i portici di piazza Dante, quell'angolo di degrado cittadino che dovrebbe essere il salotto buono di Grosseto, arrivano le "voci contro" ai 450 firmatari per la chiusura domenicale. E fra queste voci ce n'è anche una che quel documento l'ha firmato. E ora ci ripensa.  Dopo Sara Gherardini, di Swaroski, ecco Enrico Monami, della Pelletteria omonima e Patrizia Fabbri, che ha una tabaccheria sotto ai portici. «Ho firmato - ci dice Patrizia - perché avevo capito che c'era il rischio di chiudere in centro mentre l'Aurelia Vecchia, che pure ci ha fatto perdere clientela, era aperto. Nel qual caso ero per il male minore, cioè chiusi anche loro. Ma io la domenica, in centro, non voglio chiudere. Anzi! Voglio aprire. E voglio essere io a decidere quando, non un'associazione o un politico, o i miei colleghi. Ho rischiato i miei soldi e so bene io quando è giusto alzare la saracinesca».  Piuttosto, Patrizia chiede più iniziative in città: «Stando aperti diamo un servizio e attiriamo la gente. Cosa vengono a fare i turisti a Grosseto con i negozi chiusi? Non c'è un'iniziativa. Vedo il programma natalizio di Castiglione o dello stesso centro commerciale: qui in città niente del genere».  E poi sui portici, il "salotto buono": «Sono una pena, una schifezza. Luci rotte, sporcizia, muri scrostati, fili a vista, escrementi di piccione, altro che "salotto buono". Il Comune dice che non sono suoi, ma al Comune paghiamo la Tarsu. Quindi ci dica di chi sono: se non fa niente l'Amministrazione, almeno ci proviamo da soli».  Sulla stessa linea Enrico Monami, anche lui ha la sua attività sotto ai portici di piazza Dante: «Scrivo per sostenere l'articolo che ho letto sul Tirreno di stamani (ieri, ndr) firmato da Sara Gherardini. Condivido il pensiero della mia collega sottolineando l'esigenza di alcune categorie di commercio di rimanere aperte in determinati periodi dell'anno a loro più favorevoli. La mia attività rimane aperta solo quattro domeniche oltre a quelle consentite, ciò non mi autorizza a impedire le aperture ai colleghi che hanno esigenze diverse dalle mie. Condivido inoltre come la città di Grosseto dovrebbe essere valorizzata di più e portata a livello del suo vero potenziale sia turistico che commerciale. Non si possono considerare un dato attendibile le 450 firme ottenute soprattutto in periferia o zone limitrofe in quanto la domenica, gli abitanti delle zone periferiche, gradiscono fare una pesseggiata in centro».

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