La manifestazione
Mabro, Invitti diserta l'assemblea
Francesca Gori
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EX MABRO. Antonio Di Pietrantonio e Aldo Invitti Ancora incertezze dell'amministratore sulla scelta del concordato
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GROSSETO. L'ennesima riunione è finita in un nulla di fatto. Della Mabro e del suo futuro se ne riparlerà martedì, dopo l'incontro fissato con l'assessore al Lavoro della Regione Gianfranco Simoncini. Nulla di fatto perché Aldo Invitti, amministratore delegato di Royal Tuscany ieri non si è presentato. Sta prendendo tempo, per decidere se continuare a puntare sul fallimento oppure se accettare l'ipotesi del concordato preventivo. C'erano tutti alla riunione. C'era Marco Milanesio, il liquidatore dell'azienda, c'era Paolo Rafanelli, presidente di Fidi Toscana e c'erano anche i due soci della Royal Tuscany Filippo Maria Invitti e Antonio Di Pietrantonio. Mancava Aldo Invitti, che si è fatto rappresentare dai suoi avvocati. Mancava l'amministratore delegato, quello che ancora oggi deve decidere se percorrere la via del concordato preventivo oppure se far fallire l'azienda. Una scelta che ieri non è stata comunicata ai soci e nemmeno al liquidatore. Che pure, una bozza di concordato preventivo, all'assemblea, l'ha presentata. I numeri e le cifre sono ancora top secret. Ma fino a quando non sarà sciolto il nodo della via da percorrere, sarà difficile ipotizzare qualunque newco. La riunione quindi, è finita in un nulla di fatto. Almeno per ora. E i tempi stringono, perché ci sono già tre imprenditori toscani interessati a rilevare l'azienda. C'è il pratese Barontini, ci sono due aziende di Pisa e di Arezzo. Tutti imprenditori che masticano tessile e che saprebbero quindi dove mettere le mani. Poi ci sono gli stranieri, i grandi gruppi orientali. I consulenti di un 'industria coreana venerdì visiteranno la Mabro. Hanno ricevuto via mail una presentazione dell'azienda. E nella casella di posta elettronica di Marco Milanesio è arrivata anche la mail di un gruppo cinese, direttamente da Shangai. Tutte ipotesi, per ora. Sulle quali pesano la volontà di Invitti, che ancora non ha deciso quale strada percorrere e quella di Fidi Toscana che sta invece cercando di uscire da quest'empasse. La speranza, però, non è ancora persa. Nonostante la posizione tentennante di Aldo Invitti. «È arrivato il momento di prendere una decisione e di assumersi le proprie responsabilità - dice Fabio Della Spora, Filcem Cisl - perché qui si sta trattando del lavoro di 260 dipendenti». L'assenza di Invitti, quindi, si è fatta sentire. E anche la presenza al posto suo e accanto agli altri due soci dei loro avvocati e dei loro commercialisti. «Potrebbero anche lasciarli a casa - aggiunge il sindacalista - e rimettere quei soldi nell'azienda anziché spenderli di consulenze».
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