Il Tirreno

Grosseto

UNA NEGOZIANTE

Il centro non cresce se restiamo chiusi

Sara Gherardini   Boutique Swarovski

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L'altra faccia della medaglia.  Le domeniche di apertura sono gravose per tutti gli imprenditori, per chi ha dipendenti da pagare e per chi, lavorando da solo come me, vede sfumare l'opportunità di una giornata di riposo. Ma mi chiedo: qualcuno ci obbliga a stare aperti? La risposta è "no". Possiamo scegliere, valutiamo e liberamente decidiamo. Non dobbiamo pensare che se il negozio X starà aperto, tutti faranno shopping lì, noi perderemmo chissà che incasso e quindi dobbiamo stare aperti. Chi ragiona così non ha una mentalità da imprenditore.  Mi dispiace per chi vorrebbe fermare l'evoluzione e la prosperità del commercio, cercando di trasformare Grosseto in un paesotto retrogrado. I comuni e le città vicine non si fermeranno, continueranno a evolversi, i clienti si sposteranno e li perderemo.  L'imprenditoria locale non va fermata, bensì coadiuvata perché cresca. Ma in questo clima di proibizionismo quale imprenditore potrebbe prendere in considerazione la nostra città per un investimento? Il mondo non si ferma, e non va fermato perché per il desiderio di alcuni che vogliono rimanere a casa la domenica, dobbiamo essere costretti a starci tutti.  Il centro storico dovrebbe essere considerato a vocazione turistica e come tale avere norme ad hoc... Ogni settore commerciale ha le sue esigenze e picchi di vendite in base alle ricorrenze; come si può pensare di trovare un'unica domenica che risponda alle necessità di ognuno di noi? Andrebbe a scapito o di una categoria o di un'altra.  E chi gode del diritto di stare aperto quando vuole non sottovaluti i danni. In una città con negozi chiusi, chi andrebbe a prendere un caffè o a mangiare una pizza? Ritengo che solo il titolare sa cosa è meglio per la sua azienda e nessun altro dovrebbe arrogarsi tale diritto. Dovremmo essere all'avanguardia, noi che viviamo in una città che ha così tante, purtroppo latenti e tarpate, potenzialità... Dovremmo avere continuità nell'erogare un servizio.  Sarebbe bello vedere un giorno autobus partire a dicembre invece che per Roma per venire da noi, l'estate vedere frotte di turisti affollare il nostro centro e i nostri negozi in serata, come è da anni a pochi minuti di macchina da noi. Basterebbe contattare gli operatori che organizzano i tour per Siena e Firenze e offrirci come tappa intermedia.  Il centro storico andrebbe migliorato, reso più grazioso e fruibile. Ma come pensiamo di farlo? Stando chiusi sempre? Guardando indietro invece che avanti? Sarà la mia giovane età che mi porta a non arrendermi, a credere ancora che insieme potremmo migliorare questa città, ma il Comune, le associazioni di categoria, la circoscrizione Centro e tutti gli altri che cosa ne pensano? Possono cessare per un attimo la loro lotta per il potere, mettersi a un tavolo e cercare concretamente un modo per aiutarci? Mi piacerebbe vedere gli interessi dei grandi piegarsi di fronte agli interessi di chi, con il sudore della fronte, ha dato loro tutto il potere che ora vantano.

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