Sicurezza
Borghi, prove di ricandidatura
Alfredo Faetti
«Ma se mi presenterò di nuovo lo dirò a breve in una conferenza»
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GAVORRANO. Nel polverone politico di Gavorrano, si fanno sempre più insistenti le voci di una ricandidatura di Massimo Borghi. L'ex sindaco non si sbilancia, ma ammette: «se così sarà, lo dirò a breve». Intanto, nel Pd i malumori non trovano fine. Dopo un periodo di silenzio, Borghi negli ultimi giorni è tornato a parlare in pubblico e ai cittadini. Prima a Grosseto, per quanto riguarda uno studio sulla geotermia iniziato durante il suo mandato e oggi portato avanti da altri. E' apparsa poi una lettera che Borghi ha mandato ai genitori dei bambini della scuola materna di Bagno, che hanno denunciato le pessime condizioni della struttura, specialmente al piano superiore. «Sono intervenuto per difendermi dalle accuse che mi si stavano muovendo (riguardanti l'alloggio per lacompagnia teatrale di Santagata, ndc) - dice Borghi - Comunque ho partecipato a un'assemblea con i genitori per spiegare l'accaduto: hanno apprezzato la disponibilità in un clima sereno». E adesso, sollecitato dalla domanda se anche lui vorrebbe nel nuovo Comitato di gestione del Parco Archeominerario della Colline Metallifere, il sindaco di Gavorrano torna ad attaccare il Pd: «Certo che sono d'accordo, mi sembra normale dal momento che Gavorrano è la sede e che al lavoro ci sono i dipendenti del Comune. Il problema non era il sindaco di Gavorrano, ma ero io. Se il sindaco fosse stato del Pd, non ci sarebbero stati problemi. Invece Massimo Borghi non andava bene e una parte del Pd, la stessa che ha fatto dimettere i nove consiglieri comunali, ha dato l'incarico a un altro sindaco (Bai ndc)». Insomma, Borghi è tornato, anche solo per difendersi. Ma dopo mesi di silenzio la sua voce fa ancora rumore e alla domanda diretta «si ricandida?» risponde così: «In questi casi va organizzata una conferenza stampa. Se così sarà, tra molto breve la convocherò». Niente di ufficiale, ma queste parole confermano sempre più le indiscrezioni che lo vedono correre alla carica di primo cittadino del comune minerario. A questo punto la domanda diventa: con chi? Nelle settimane post commissariamento si è parlato a lungo di un suo inserimento nella lista in cantiere firmata da Gabriele Barbi e Fabrizio Fabiani. I due ex capigruppo sono ancora al lavoro per questo progetto, ma l'ipotesi che Borghi possa candidarsi conloro si fa sempre più lontana. «Le porte per questo progetto sono aperte a tutti - spiega Barbi - Ma ad oggi, non mi sambra che Borghi stia prendendo in seria considerazione questa ipotesi». Quindi, in una sua ricandidatura, è probabile che Borghi ricorra ai suoi alleati di sempre, ovvero Sel, il suo partito, insieme a Verdi e Socialisti, a lui vicini anche dopolo scioglimento del consiglio comunale. Intanto, nel Pd l'appello del coordinatore Vigni alla compattezza viene contestato da Paolo Balloni, autocandidato a sindaco: «Il percorso intrapreso è sbagliato. In un clima simile perché dobbiamo trovare il candidato già dalla prossima settimana? Servono le primarie di partito per mettere pace. Questo atteggiamento è incosciente».
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