Il Tirreno

Grosseto

"Aperture domenicali dei negozi, legge regionale incostituzionale"

Francesca Ferri
"Aperture domenicali dei negozi, legge regionale incostituzionale"

Festelli (Confconsumatori) all'attacco: nessuno è obbligato ad aprire

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GROSSETO. «La legge regionale che impone ai negozi di star chiusi la domenica è anticostituzionale. Non solo non dovrebbe essere applicata a Grosseto, ma andrebbe abrogata anche nel resto della regione». Marco Festelli, responsabile provinciale di Confconsumatori, nuota controcorrente nella scia che, negli ultimi giorni, ha sospinto la più grande associazione di commercianti e il maggiore dei sindacati a cambiare idea sulla questione delle aperture domenicali dei negozi.

Ascom e Cgil, fino a ieri a favore dello shopping nei festivi, oggi la pensano diversamente e chiedono di riportare anche Grosseto sotto l'ala della legge regionale che concede solo dodici aperture domenicali all'anno a fronte delle 47 oggi possibili in città. Ma quella legge, per Confconsumatori, va niente meno che contro i principi della Costituzione. «Innanzitutto - spiega Festelli - bisogna sfatare un mito. Non ci sono obblighi di aprire la domenica, ma non ce ne sono nemmeno di aprire durante la settimana. C'è un obbligo generale di riposo domenicale, è vero, ma esistono anche delle deroghe e, soprattutto, le norme nazionali e regionali contrastano fra loro». In sostanza, l'orario di apertura dei negozi rientra nella sfera della concorrenza e quindi è materia statale, non regionale.

D'altro canto, la possibilità di rimanere aperti per molti negozianti è vissuta come un obbligo vero e proprio, perché far festa significa avvantaggiare la concorrenza, dover pagare gli straordinari e "violare" un giorno tradizionalmente dedicato al riposo e alla famiglia. Per i commercianti che la pensano così la soluzione già c'è ed è la legge regionale che "risolve" la questione obbligando tutti a chiudere. Ma per i consumatori che vantaggio ci può essere? «Nessuno - spiega Festelli - ma nemmeno per gli stessi commercianti. Chi vuol chiudere la domenica dimostra di non aver chiara la psicologia del consumo. Certi acquisti, soprattutto quelli di cose più superflue, si fanno quando si ha la testa sgombra. In un giorno lavorativo si può andare a fare la spesa al supermercato o comprare ciò che ci è necessario. Lo shopping, però, si fa quando si ha la giornata libera, appunto la domenica».

Difficile pensare che i commercianti accettino di essere considerati così maldestri. Tant'è che i quattrocentocinquanta che la scorsa settimana hanno firmato la dichiarazione a favore della chiusura domenicale riuscendo a convincere pure Ascom, fino ad allora inattaccabile sostenitrice dello shopping nei festivi, hanno già pianificato strategie di marketing che prevedono giornate fisse di sconti una volta a settimana, parcheggi gratis per i clienti, addirittura un numero verde unico per i reclami. «Ben vengano le proposte alternative - spiega Festelli - ma deve essere chiaro che non tutto quel che si perde la domenica si recupera poi negli altri giorni. Chi la domenica trova chiuso a Grosseto, va in un'altra città. La nostra opinione è semplice: non ci sono obblighi a stare aperti la domenica. Se si decide di stare chiusi, non ci si preoccupi di quello che fa il vicino di bottega».

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