Il Tirreno

Grosseto

Al nero nel cantiere all'ospedale

Francesca Gori
<b>OSPEDALE.</b> Il blitz dei carabinieri della compagnia di Arcidosso nel cantiere del pronto soccorso di Castel del Piano
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OSPEDALE. Il blitz dei carabinieri della compagnia di Arcidosso nel cantiere del pronto soccorso di Castel del Piano

L'Asl andrà per vie legali: «La ditta ha manomesso i registri»

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 CASTEL DEL PIANO. Cinque lavoratori al nero nel cantiere dell'Asl. Ieri i carabinieri hanno stoppato i lavori per l'ampliamento del pronto soccorso dell'ospedale amiatino.  Multe per migliaia di euro, il cantiere sotto sequestro e un'azione legale da parte dell'Asl per rescindere il contratto d'appalto. È finito così il controllo dei militari di Castel del Piano insieme ai colleghi del nucleo istituito negli uffici della Direzione lavoro e con gli ispettori dell'Inps. Il blitz è scattato ieri mattina. Nel cantiere i carabinieri hanno trovato cinque uomini, due di origini siriane e tre macedoni. Lavoravano all'ampliamento del pronto soccorso dell'ospedale di Castel del Piano, ma non avevano un contratto di lavoro. E tra i documenti sequestrati, sono spuntati anche altri due dipendenti che non erano mai stati assunti e che da un mese avevano lasciato il cantiere.  I cinque operai e il capocantiere lavoravano per l'impresa edile Coluccini Peppino di Macerata che ha vinto la gara d'appalto indetta dall'Asl. Lavori per un milione e mezzo di euro aggiudicati, con il massimo ribasso, a 860mila euro. Per i cinque lavoratori al nero, il titolare dell'impresa pagherà una multa che va da millecinquecento a cinquemila euro. Ma al cantiere sono stati sequestrati altri documenti, tuttora al vaglio degli investigatori. Intanto l'Asl 9 ha avviato le procedure per la revoca del contratto alla ditta appaltatrice. «Con la verifica al cantiere per l'ampliamento del pronto soccorso dell'ospedale di Castel del Piano - dicono alla direzione dell'Asl - è stato possibile far emergere una situazione di grave irregolarità, relativamente al personale impiegato, con potenziale grave pregiudizio anche nei confronti dell'Azienda sanitaria stessa». L'Asl ieri mattina è stata avvertita del sequestro. E anche delle irregolarità trovate nei documenti dell'impresa. «Da quanto risulta da una prima sommaria informazione - aggiungono - la ditta avrebbe manomesso la documentazione relativa ai dipendenti. Ed è grazie alla consultazione delle banche dati degli istituti nazionali che è stato possibile individuare la presenza di lavoratori irregolari. Appena abbiamo saputo che nel cantiere per la realizzazione della nuova ala del pronto soccorso dell'ospedale, abbiamo subito avviato le procedure per la revoca del contratto alla ditta e abbiamo dato incarico ai nostri legali di verificare se ci sono gli estremi per un 'azione legale contro la ditta stessa».

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