Il Tirreno

Grosseto

Poco più di un mese per impugnare il contratto

Sara Landi
<b>PRECARI.</b> Un momento dell&#146;incontro di ieri pomeriggio
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PRECARI. Un momento dell’incontro di ieri pomeriggio

Precari dell'istruzione: è possibile farsi assistere da un avvocato della Cgil

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 GROSSETO. Legge tagliola e ammazzaricorsi. Così è stato definito il cosiddetto "collegato lavoro" entrato in vigore lo scorso 24 novembre perché tra le altre cose fissa in sessanta giorni di tempo dalla sua entrata in vigore la possibilità per i lavoratori precari e atipici di contestare la legittimità del proprio contratto a termine. Ma il mondo della scuola dove da tempo il precariato non è l'eccezione ma la regola non ci sta e punta sulla vertenza collettiva. I tempi di azione però sono stretti: «Paradossalmente forse dovremo ringraziare il ministro Sacconi per questa norma - spiega Stefano Rosini, uno dei docenti precari da anni che coordina la protesta - perché ha aperto il coperchio su questo vastissimo mondo della precarietà ma per il momento prevale la preoccupazione per chi ha contratti a termine scaduti a giugno o ad agosto e che adesso non lavora. O impugnano il loro contratto entro il 23 gennaio o su di loro e sui loro diritti cadrà una pietra tombale per sempre». Ci sono però dei requisiti che i precari della scuola (non solo docenti ma anche personale Ata) devono avere per poter partecipare alla vertenza. Innanzitutto occorrono tre anni di servizio possibilmente consecutivi e possibilmente con scadenza 30 giugno o 31 agosto. Inoltre per i docenti è necessario avere già l'abilitazione mentre per il personale Ata occorre essere nella graduatoria dei 24 mesi. Ultima condizione essenziale è che ci siano posti liberi nella propria classe di concorso. Se il proprio caso rientra in queste caratteristiche ci si può rivolgere alla Flc Cgil che fornirà il modello di lettera da inviare con raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede del Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere a Roma. Questo atto scritto di tipo stragiudiziale non è ancora il ricorso ma è l'impugnazione ai sensi dell'articolo 32 della legge 183 che serve per interrompere i termini di legge dopodiché si può decidere di proseguire in giudizio. Il 23 gennaio è il termine ultimo per la ricezione delle impugnazioni quindi è consigliabile darsi da fare subito se si intende partecipare. Per i precari che rientrano negli stessi requisiti ma attualmente hanno un incarico sempre a termine i sessanta giorni di tempo per impugnare il contratto decorrono dal momento in cui scadrà il loro attuale contratto. Dopo l'invio della lettera sarà un avvocato della Cgil a seguire la vertenza dei lavoratori precari. Anche il contributo economico individuale dipenderà dal numero di adesioni. Per informazioni ci si può rivolgere alla Flc Cgil in via Repubblica Dominicana 80/g (telefono 0564 459131).

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