La protesta
Negozi aperti la domenica, vince il fronte del "no"
Francesca Ferri
L'incontro è stato un en plein. Le quattrocento firme, che nel corso della giornata sono ulteriormente lievitate a 450, hanno convinto il presidente di Ascom a rivedere le posizioni dell'associazione sulle aperture domenicali
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Alla fine ha vinto la carica dei quattrocento e Grosseto, il prossimo anno, potrebbe dire addio ai negozi aperti la domenica. Il fronte dei commercianti grossetani contrari alle aperture domenicali dei negozi nel giro di una settimana è riuscito a ribaltare le sorti del commercio in città e a convincere a cambiare rotta anche l'irremovibile Ascom, che ha sempre sostenuto il sì alle aperture. Ieri una rappresentanza dei commercianti "scissionisti" ha incontrato il presidente dell'Ascom Paolo Chiti e il presidente della Cciia Giovanni Lamioni.
L'incontro è stato un en plein. Le quattrocento firme, che nel corso della giornata sono ulteriormente lievitate a 450, hanno convinto il presidente di Ascom a rivedere le posizioni dell'associazione sulle aperture domenicali e a prendere lui stesso in mano la questione.
Al tavolo di concertazione, che dovrebbe partire a breve, Chiti sosterrà la linea opposta a quella tenuta fino a ieri.
Chiederà, cioè, che a Grosseto i negozi rimangano chiusi la domenica ad eccezione di dodici domeniche all'anno, vale a dire otto da gennaio a novembre e tutte e quattro le domeniche di dicembre. Questo è quello che prevede la legge regionale e che, oggi, a Grosseto non si fa perché la città è considerata a vocazione turistica e quindi gode di una regolamentazione più libera che permette di rimanere aperti tutte le domeniche tranne la terza dei mesi da febbraio a novembre.
«Il clima è stato collaborativo - spiega il portavoce dei commercianti, Giampaolo Baldi - e ha lasciato tutti pienamente soddisfatti. Un grazie va a tutti i firmatari».
I sostenitori delle domeniche senza shopping spiegano che la loro non è una posizione retrograda. «L'apertura selvaggia - spiega Baldi - è un concetto quantitativo, non qualitativo di intendere il commercio». E sulla qualità i commercianti avanzano già delle proposte.
«Sarebbe bello scegliere un giorno a settimana in cui tutti i negozi applicano sconti sulla merce - spiega Baldi - e magari offrire ai clienti anche il parcheggio gratis tramite accordi con la Grosseto Parcheggi. Ci piacerebbe anche venire incontro ai pensionati e ai giovanissimi. Un esempio? Se fanno acquisti, regalare loro libri o sconti per il cinema o il teatro».
Ma le idee non finiscono. I commercianti grossetani pensano in grande e hanno progetti ambiziosi.
«Vogliamo che questa diventi la città più bella del mondo nella regione più bella del mondo, che sia la più pulita, la più cordiale, la più ordinata - spiega Baldi - e per questo siamo entusiasti della collaborazione ricevuta dall'assessore al commercio Canuti, da Lamioni e da Chiti».
Insomma, i piccoli negozianti alla fine hanno centrato il loro obiettivo. Fatti due conti, se l'anno scorso il sì alle aperture era stato ottenuto grazie ad Ascom, Confconsumatori e, in parte, a Cgil, quest'anno, con Ascom passata all'altra sponda, rimangono due sole voci a favore delle aperture.
Con queste premesse è più che probabile che il Comune, che si mosse su una spinta nella direzione opposta, decida di cambiare le regole e questo, per il resto della cittadinanza, significherà non avere più la possibilità di fare compere nella giornata di domenica. Spesa al supermercato compresa.
L'incontro è stato un en plein. Le quattrocento firme, che nel corso della giornata sono ulteriormente lievitate a 450, hanno convinto il presidente di Ascom a rivedere le posizioni dell'associazione sulle aperture domenicali e a prendere lui stesso in mano la questione.
Al tavolo di concertazione, che dovrebbe partire a breve, Chiti sosterrà la linea opposta a quella tenuta fino a ieri.
Chiederà, cioè, che a Grosseto i negozi rimangano chiusi la domenica ad eccezione di dodici domeniche all'anno, vale a dire otto da gennaio a novembre e tutte e quattro le domeniche di dicembre. Questo è quello che prevede la legge regionale e che, oggi, a Grosseto non si fa perché la città è considerata a vocazione turistica e quindi gode di una regolamentazione più libera che permette di rimanere aperti tutte le domeniche tranne la terza dei mesi da febbraio a novembre.
«Il clima è stato collaborativo - spiega il portavoce dei commercianti, Giampaolo Baldi - e ha lasciato tutti pienamente soddisfatti. Un grazie va a tutti i firmatari».
I sostenitori delle domeniche senza shopping spiegano che la loro non è una posizione retrograda. «L'apertura selvaggia - spiega Baldi - è un concetto quantitativo, non qualitativo di intendere il commercio». E sulla qualità i commercianti avanzano già delle proposte.
«Sarebbe bello scegliere un giorno a settimana in cui tutti i negozi applicano sconti sulla merce - spiega Baldi - e magari offrire ai clienti anche il parcheggio gratis tramite accordi con la Grosseto Parcheggi. Ci piacerebbe anche venire incontro ai pensionati e ai giovanissimi. Un esempio? Se fanno acquisti, regalare loro libri o sconti per il cinema o il teatro».
Ma le idee non finiscono. I commercianti grossetani pensano in grande e hanno progetti ambiziosi.
«Vogliamo che questa diventi la città più bella del mondo nella regione più bella del mondo, che sia la più pulita, la più cordiale, la più ordinata - spiega Baldi - e per questo siamo entusiasti della collaborazione ricevuta dall'assessore al commercio Canuti, da Lamioni e da Chiti».
Insomma, i piccoli negozianti alla fine hanno centrato il loro obiettivo. Fatti due conti, se l'anno scorso il sì alle aperture era stato ottenuto grazie ad Ascom, Confconsumatori e, in parte, a Cgil, quest'anno, con Ascom passata all'altra sponda, rimangono due sole voci a favore delle aperture.
Con queste premesse è più che probabile che il Comune, che si mosse su una spinta nella direzione opposta, decida di cambiare le regole e questo, per il resto della cittadinanza, significherà non avere più la possibilità di fare compere nella giornata di domenica. Spesa al supermercato compresa.
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