Sicurezza
Nannetti: «La fusione fa risparmiare sui costi»
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ARCIDOSSO. La fusione fra comuni idea trasversale oltre le convinzioni di partito? Parrebbe di sì, come sostiene Michele Nannetti, consigliere comunale di Arcidosso: «La fusione sembra non avere colori politici, non è roba di destra o di centro, perchè adesso non c'è solo la Lega a difendere l'ipotesi, ma anche il Pd modenese la valuta positivamente e ha cominciato una ricognizione per soppesarne la fattibilità». Provocatoriamente la notizia rimbalza, largamente documentata, da Nannetti (che da tempo sostiene l'idea della fusione fra i comuni di Arcidosso e di Castel del Piano) ai sindaci del Pd amiatino, i quali, invece, hanno da sempre risposto a picche a chi proponeva la cosa. «Neppure un mese fa, - spiega Nannetti - Roberto Ganzerli, coordinatore del Pd dell'Area Nord modenese, valutava positivamente l'avvio del dibattito sull'ipotesi di fusione dei Comuni di Cavezzo, Medolla e San Prospero. Ganzerli osservava che fra fusione e unione dei comuni non vi è contraddizione, anzi i due percorsi rispondono alla stessa strategia, dare risposte adeguate ai cittadini, riformando la macchina amministrativa». Insomma, possono coesistere entrambe. «La proposta di fusione, si osservava da parte del responsabile PD non ha solo indubbi vantaggi economici, e non è solo una fredda operazione burocratica ma necessita di motivazioni solide dal punto di vista culturale e politico, frutto di un convinto e serio confronto con tutto il territorio e le comunità. Proprio quello che da tempo vado dicendo io - sottolinea Nannetti - nonostante non militi nelle file del PD, ma in quelle di una lista civica oggi all'opposizione arcidossina. Eppure questa volta mi trovo d'accordo col PD modenese. Lo voglio dire ai nostri sindaci locali, che si limitano in modo vittimistico a lamentarsi soltanto dei tagli del governo senza pensare che aumentando il numero dei residenti riducendo le municipalità, tramite la fusione, e creando un unico comune, potrebbero migliorare molte cose. E' anche il "loro" partito che lo sostiene». La fusione dei Comuni rappresenta, infatti, secondo i vari sostenitori che da tempo la invocano nella montagna, «un efficace strumento di razionalizzazione del territorio, dei servizi e delle funzioni svolte dai Comuni, da cui discende un incremento dell'offerta sia qualitativa che quantitativa dei servizi di cui i cittadini possono beneficiare, a fronte di un risparmio dei costi burocratici legati al funzionamento degli enti». (f.b.)
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