La manifestazione
L'A380 gonfia le ruote a Grosseto
Guido Fiorini
La tecnologia della Igs Italia per mettere in pressione gli enormi pneumatici
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GROSSETO. Li costruiscono a Tolosa, in Francia, i giganti del cielo. Alitalia, per ora, non ne ha comprato neppure uno. La compagnia Emirates, invece, si sa come sono gli arabi e quanti soldi hanno, ne ha già tredici in servizio e altri 90 ordinati. Ma per gonfiare i 22 enormi pneumatici degli Airbus A380, l'aereo più grande del mondo, c'è bisogno di tecnologia... made in Grosseto. Sarà la Igs Italia, giovane e dinamica azienda di via Giordania, a installare ad Abu Dhabi gli impianti per mettere in pressione (con l'azoto) queste gomme gigantesche.
E anche a fornire la tecnologia per gli accumulatori idraulici dei carrelli di atterraggio. Il contratto è stato firmato da qualche settimana e l'installazione, ai margini del deserto, sarà fatta in febbraio. È un momento d'oro per l'azienda che, oltre a fornire apparecchi per la produzione di ossigeno a numerosi ospedali in mezzo mondo, ha anche un'importante commessa in Algeria, dove fra poco andrà a installare una macchina per la produzione di azoto sotto pressione per un gasdotto. Insomma, anche in piena crisi, in un momento in cui le aziende lamentano fatturati in continua discesa, si può vedere il segno più nei conti.
Così la Igs è stata inserita nella lista di Confindustria che, a livello nazionale, raccoglie le 500 aziende italiane in controtendenza. «Devo dire che stiamo andando forte - ci dice Oscar De Groen, origini olandesi ma da anni in Maremma, "managing director" dell'azienda -. Contiamo di chiudere l'anno con circa il 50% di fatturato in più dell'anno scorso (quasi 6 milioni di euro ndr), ma soprattutto con queste nuove applicazioni contiamo di entrare su mercati per noi nuovi. E quindi puntiamo a crescere ancora». Ventisei dipendenti, tutti molto giovani, l'età media è meno di 35 anni, un gruppo di "cervelli" interamente maremmano, la Igs Italia non "compra" tecnologia ma la crea, inventandosi nuove applicazioni nel campo della produzione di ossigeno e azoto sotto pressione. Il "core business" sono le macchine per gli ospedali, ma la creatività maremmana sta consentendo di esplorare nuovi mondi.
«La commessa di Abu Dhabi ci riempie di orgoglio e ci apre molti scenari. Andremo a installare "chiavi in mano" l'impianto per la produzione di azoto sotto pressione, sia per le gomme degli Airbus, sia per gli accumulatori dei carrelli di atterraggio, dove si raggiungono i 200 bar. Abbiamo introdotto un concetto totalmente innovativo, tanto che abbiamo molti altri contatti. Ma non sarà facile rispondere a tutte le richieste». Oltre ad Abi Dhabi, c'è l'Algeria. Le macchine sono quasi pronte: «Le stiamo assemblando in azienda. E lo facciamo con la collaborazione di società maremmane o, al massimo, toscane. In azienda c'è entusiasmo». Adesso l'obiettivo della Igs Italia è crescere, anche nel personale: «Il progetto è di aumentare l'organico e lo faremo continuando a credere nella Maremma e nelle professionalità di qui. Ma le nostre selezioni sono molto dure, perché vogliamo il meglio. E non ci bastano le conoscenze specifiche, vogliamo anche la creatività».
E anche a fornire la tecnologia per gli accumulatori idraulici dei carrelli di atterraggio. Il contratto è stato firmato da qualche settimana e l'installazione, ai margini del deserto, sarà fatta in febbraio. È un momento d'oro per l'azienda che, oltre a fornire apparecchi per la produzione di ossigeno a numerosi ospedali in mezzo mondo, ha anche un'importante commessa in Algeria, dove fra poco andrà a installare una macchina per la produzione di azoto sotto pressione per un gasdotto. Insomma, anche in piena crisi, in un momento in cui le aziende lamentano fatturati in continua discesa, si può vedere il segno più nei conti.
Così la Igs è stata inserita nella lista di Confindustria che, a livello nazionale, raccoglie le 500 aziende italiane in controtendenza. «Devo dire che stiamo andando forte - ci dice Oscar De Groen, origini olandesi ma da anni in Maremma, "managing director" dell'azienda -. Contiamo di chiudere l'anno con circa il 50% di fatturato in più dell'anno scorso (quasi 6 milioni di euro ndr), ma soprattutto con queste nuove applicazioni contiamo di entrare su mercati per noi nuovi. E quindi puntiamo a crescere ancora». Ventisei dipendenti, tutti molto giovani, l'età media è meno di 35 anni, un gruppo di "cervelli" interamente maremmano, la Igs Italia non "compra" tecnologia ma la crea, inventandosi nuove applicazioni nel campo della produzione di ossigeno e azoto sotto pressione. Il "core business" sono le macchine per gli ospedali, ma la creatività maremmana sta consentendo di esplorare nuovi mondi.
«La commessa di Abu Dhabi ci riempie di orgoglio e ci apre molti scenari. Andremo a installare "chiavi in mano" l'impianto per la produzione di azoto sotto pressione, sia per le gomme degli Airbus, sia per gli accumulatori dei carrelli di atterraggio, dove si raggiungono i 200 bar. Abbiamo introdotto un concetto totalmente innovativo, tanto che abbiamo molti altri contatti. Ma non sarà facile rispondere a tutte le richieste». Oltre ad Abi Dhabi, c'è l'Algeria. Le macchine sono quasi pronte: «Le stiamo assemblando in azienda. E lo facciamo con la collaborazione di società maremmane o, al massimo, toscane. In azienda c'è entusiasmo». Adesso l'obiettivo della Igs Italia è crescere, anche nel personale: «Il progetto è di aumentare l'organico e lo faremo continuando a credere nella Maremma e nelle professionalità di qui. Ma le nostre selezioni sono molto dure, perché vogliamo il meglio. E non ci bastano le conoscenze specifiche, vogliamo anche la creatività».
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