Il Tirreno

Grosseto

Nell'area ex Solmine Gli alberi qui hanno smesso di crescere

Alfredo Faetti
<b>ERBACCE </b>Nella zona dell&#146;ex Solmine a Scarlino Scalo
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ERBACCE Nella zona dell’ex Solmine a Scarlino Scalo

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 SCARLINO. La bonifica è completata, ma gli alberi e gli arbusti piantati in quell'area non riescono a sopravvivere. Siamo a Scarlino Scalo dove questa anomalia non è passata inosservata ai cittadini. Ma l'amministrazione assicura: «il materiale inquinante non c'entra. È colpa del sistema d'irrigazione». L'area in questione è la Gr 57, prima di proprietà dell'impianto Solmine.  Sul terreno si presenta una distesa di alberi secchi e di arbusti color oro su un manto d'erba verde. Qui, fino a qualche anno fa l'azienda procedeva con il carico della pirite, poi ha ceduto il terreno e le autorità sono intervenute per la messa in sicurezza. È passato del tempo ma ancora i risultati del progetto definitivo di bonifica non si vedono. Dalle case e dalle strade della frazione basta un colpo d'occhio per capire che alberi e arbusti non crescono. E di questi dubbi si è fatta carico la lista La Rinascita di Scarlino, che ha portato la questione in consiglio comunale.  «La piantumazione effettuata è completamente abbandonata a sé stessa e le circa 70 piante sistemate sono ormai seccate, - spiega la capogruppo Silvia Vecci - nonostante ci sia un impianto d'irrigazione che copre tutta la superficie».  Eppure la bonifica è stata fatta e conclusa, con due interventi distinti in quanto l'area è divisa tra due soggetti: il Comune di Scarlino e la Sol.Tur. (altra società facente capo alla Solmar, come la Nuova Solmine).  Entrambi questi interventi risultano conformi, così come chiariscono le relazioni conclusive dell'Arpat, al progetto approvato e alle successive varianti. Tant'è che la Provincia ha rilasciato la certificazione di avvenuta bonifica. Eppure, alberi e arbusti seccano. Questa situazione porta a delle domande. «Sarà la bonifica stessa effettuata a regola d'arte? La guaina di contenimento posta al di sotto dello strato di terreno fertile è stata messa in maniera idonea? O il motivo della morte delle piante è semplicemente l'incuria di chi doveva mantenere l'area in maniera decorosa?»  Spiega è il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. «Il mancato attecchimento del verde nonostante la presenza di un impianto di irrigazione, non è stato causato dal contatto con il rifiuto sottostante, che è separato da una geomembrana di Hpde e da uno strato di terreno vegetale spesso 100 cm». Quindi il materiale inquinante non c'entrerebbe niente, dato che gli interventi di bonifica lo hanno isolato. Il problema come spiega Bizzarri riguarda «fattori climatici e dalla penuria della risorsa idrica non potabile che non hanno favorito la nascita e la crescita delle specie vegetali, a differenza del manto erboso che si è sviluppato su tutta la superficie senza problemi».  Sui fattori climatici c'è poco da fare, ma nel sistema d'irrigazione dov'è il problema?

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di Redazione web