Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco: «Percorso corretto, querele pronte»

Lidia Bai difende i suoi uffici e ribadisce: il Pd tutelerà la sua immagine in ogni sede

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 MASSA MARITTIMA. «Il ricorso al Tar che la lista civica Massa Comune sta facendo, con il supporto di tecnici di sua fiducia riguarda il lavoro compiuto dagli uffici. Ma io sono convinta che l'ufficio urbanistica abbia lavorato con competenza e con attenzione. Siamo tranquilli perché nessuno ha preso tangenti e nessuno ha favorito nessuno».  «E di questo siamo certi noi e chi c'era prima di noi». Così il sindaco di Massa Marittima Lidia Bai difende l'operato dell'amministrazione dalle accuse mosse dalla lista civica nei confronti di quello che «non è un piano di recupero - dice - ma uno dei tanti piani attuativi inseriti nello strumento urbanistico, piano attuativo previsto nel 2003 nel piano strutturale, definito nel regolamento urbanistico nel 2007 e per il quale, nel 2008, i nuovi proprietari hanno presentato un progetto portato in consiglio comunale per l'adozione e, dopo i 60 giorni in cui non sono arrivate osservazioni, per l'approvazione definitiva». Con questo il sindaco risponde anche alla censura relativa alla competenza dell'atto. «I piani attuativi come questo - dice - sono di competenza del consiglio comunale e non della giunta».  Dopodiché Lidia Bai si spoglia del ruolo di amministratore per vestire la giacca del politico e dell'esponente del Partito democratico, tirato in ballo (anche nel sito internet della lista civica) dallo stesso consigliere comunale Montomoli per il quale il Pd avrebbe qualche interesse nella vicenda. Non lo dice esplicitamente, ma basta andare a spulciare nel sito "Palazzo dell'Abbondanza" per capire che c'è anche chi insinua un qualche legame tra le società legate al Pci-Pds-Ds-Pd e la società proprietaria dell'area ex Agraria, la Massa Marittima Sviluppo.  «Tutte calunnie, falsità - sbotta Lidia Bai - non c'è alcun legame tra il Pd e la proprietà precedente o attuale dell'ex Agraria. Per fare chiarezza e respingere queste illazioni e questi veleni basta prendere i passaggi di proprietà, dalle società minerarie a un privato di Gavorrano a questa società che realizza l'intervento: nessuno legato al Pd. Ma questo è un punto su cui il partito sta seriamente pensando di tutelarsi per via giudiziaria». E.P.

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