Il Tirreno

Grosseto

Domeniche, 400 firme dai "ribelli"

Francesca Ferri
Domeniche, 400 firme dai "ribelli"

Consegnate a Lamioni: «L'attuale dirigenza Ascom non ci rappresenta»

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GROSSETO. Ormai è un piccolo plebiscito. Il fronte del "no" alle aperture domenicali ha superato i quattrocento sostenitori, quattrocento commercianti grossetani che hanno firmato la dichiarazione di intenti promossa, la scorsa settimana, da un gruppo di colleghi del centro storico capitanati da Giampaolo Baldi, ottico di via San Martino. Una dichiarazione che, al di là degli intenti, somiglia molto a un atto di sfiducia verso i vertici di Ascom. Ascom, in contrasto con le richieste di una larga fetta dei propri associati, ha sostenuto l'approvazione di una ordinanza che permette ai negozi di rimanere aperti la domenica. Molti piccoli commercianti non sono d'accordo, non si sentono più rappresentati e si sono mobilitati contro l'associazione a un anno esatto dall'entrata in vigore dell'ordinanza.

Firme alla mano, una delegazione di quattordici scissionisti si è presentata lunedì pomeriggio da Giovanni Lamioni, presidente della Camera di Commercio di Grosseto. «Abbiamo voluto incontrarlo - spiega Giampaolo Baldi, portavoce della protesta - per informarlo di persona di questa iniziativa, dopo le anticipazioni sulla stampa». I firmatari non hanno fatto sconti sui dettagli dell'operazione e non hanno taciuto il sollievo con cui molti avrebbero firmato. «In tanti - tiene a precisare Baldi - ci hanno detto "era ora", "ce n'era bisogno". Lamioni ci ha dato disponibilità a trovare una soluzione e per questo lo incontreremo di nuovo giovedì». Nella sua veste istituzionale, il presidente della camera di commercio non può salire in cattedra e farsi giudice tra negozianti e associazioni. «Non posso e non voglio scavalcare le associazioni - spiega Lamioni - ma spero si possa recuperare il clima giusto e mi pare ci siano le premesse».

L'incontro, a detta del presidente «cordiale e costruttivo», ha già sortito qualche effetto. «Ho parlato con le associazioni - spiega Lamioni - e sono sereno e ottimista. Qui non c'è da trovare vincitori e vinti ma da recuperare rispetto per il commercio e le imprese. E i commercianti mi sono sembrati persone ragionevoli». A dispetto dei toni, che entrambe le parti tengono a smorzare, l'obiettivo dei quattrocento è chiaro. «Vogliamo - spiega Baldi - che al tavolo di concertazione le associazioni di categoria si facciano carico di quanto i commercianti hanno sottoscritto, cioè applicare anche a Grosseto la legge regionale che impone di chiudere i negozi nei giorni festivi». Ascom ha sempre lottato a favore di una politica più liberale che dia, a chi vuole, la possibilità di stare aperto la domenica, senza obblighi ma, al tempo stesso, anche senza imposizioni.

Fatti i conti, se continuerà a sostenere questa posizione, difficilmente si troverà una conciliazione. Gli stessi firmatari non fanno mistero di caldeggiare, se necessario, un cambio ai vertici dell'associazione e, allo stesso tempo, a più di una settimana dall'inizio della querelle, non si è levata ancora nessuna voce a difesa di Ascom, nonostante a suo tempo consumatori, grande distribuzione e un sindacato abbiano appoggiato con entusiasmo il sì alle aperture. Un appoggio che, infatti, è riuscito a far breccia nell'amministrazione che ha approvato la famosa ordinanza, una deroga quasi totale a quanto stabilito da Firenze.

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