Sicurezza
Agitazione anche al Fiora
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FIORA. Il presidente Claudio Ceroni Contestata la fusione dell'area ingegneria
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GROSSETO. I lavoratori dell'Acquedotto del Fiora sono in agitazione. Ieri si è tenuta una prima assemblea a Siena, un'altra è prevista domani nella sede della Cgil a Grosseto. Sono preoccupati per il processo in corso di fusione delle società di ingegneria di Publiacqua, Acque Spa e Acquedotto del Fiora: in sostanza nascerà una nuova realtà da 120 persone, la cui guida, però, sarà in mano a Pisa. «Ci sono grandi investimenti in vista - dicono i sindacati - e proprio in questo momento si decide di spostare questa importante funzione lontano da Siena e Grosseto, portando "solo" venti persone, ma una bella fetta dei soldi da investire. Eppure il Fiora l'anno scorso aveva deliberato la costituzione di una propria società di ingegneria, poi si è fermato tutto». Le società chiedono ai dipendenti di firmare l'accordo, peraltro già ratificato ai piani alti, ma Cgil, Cisl e Uil non ci vedono chiaro: «Quale ruolo avranno - si chiedono i sindacati - le province di Grosseto e Siena in questa fusione in considerazione anche dei forti investimenti che nei prossimi anni sono previsti in queste due provincie? Il piano industriale presentato ad oggi, evidenzia tre nuclei di lavoro presenti sui territori (Ato 2, Ato 3, Ato 6) ma i servizi chiave per la società (quelli che trattano aspetti tecnici e ricerca) vengono svolti dalle "capofila", così come le opere di rilievo. Quindi come si realizzerà l'indispensabile conoscenza del territorio nell'individuazione della priorità degli investimenti e della distribuzione dei finanziamenti pubblici? Quale sarà il ruolo di tutte le professionalità oggi operanti ad Acquedotto del Fiora nel settore dell'ingegneria e dei servizi ad essa collegati se sarà effettuato un forte spostamento di tali attività?» Quindi le rsu dell'Acquedotto del Fiora chiedono risposte «trasparenti come l'acqua con l'obbiettivo di mantenere e aumentare la qualità del servizio aumentando l'occupazione in primo luogo sul nostro territorio con il corretto dimensionamento dei lavoratori in relazione al lavoro svolto e da svolgere nel futuro, la tutela dei diritti dei lavoratori interessati e della professionalità sino ad oggi espressa e del ruolo non marginale che va riconosciuto ai nostri territori».
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