Il Tirreno

Grosseto

Referendum per salvare la Chelliana

Sara Landi
<b>BOTTA E RISPOSTA.</b> All&#146;assemblea ha partecipato anche il sindaco Emilio Bonifazi e l&#146;architetto Roberto Aureli che ha presentato il progetto di ristrutturazione
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BOTTA E RISPOSTA. All’assemblea ha partecipato anche il sindaco Emilio Bonifazi e l’architetto Roberto Aureli che ha presentato il progetto di ristrutturazione

Assemblea pubblica contro l'ipotesi di trasferimento della biblioteca Bonifazi: «Alla Cittadella un campus dell'istruzione e della cultura»

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 GROSSETO. Un referendum cittadino a difesa della biblioteca Chelliana in via Mazzini e per dire no al suo trasferimento alla Cittadella dello studente che è invece la soluzione su cui è attualmente orientata l'amministrazione comunale. Lo ha annunciato ieri il presidente provinciale di Italia Nostra Michele Scola al termine dell'assemblea pubblica che si è tenuta nella sala consiliare del Comune per discutere proprio del futuro della biblioteca comunale. A sollecitare l'incontro oltre a Italia Nostra erano state "Maremma Viva", il comitato locale del Fondo Italiano per l'ambiente e l'associazione "Amici del centro storico". Tutti concordi nel sottolineare il ruolo culturale della biblioteca come luogo identitario e di aggregazione che non può che trovare posto nel centro storico. «E' il Pit stesso (Piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana, ndc.) a obbligare a tenere certi luoghi culturali dentro il centro». Così l'architetto Roberto Aureli che ha illustrato il suo progetto, congelato da anni, di recupero del vecchio edificio di via Mazzini per farne la sede della biblioteca. Un progetto che secondo Aureli ha allo stato attuale tutti i numeri per poter essere portato avanti. Su questo ha preso la parola il sindaco Emilio Bonifazi per spiegare che «fino al 2006 non erano state fatte prove di carico dei solai né era stato adeguato il progetto alla normativa in materia antisismica per cui il progetto Aureli non era appaltabile». Il consolidamento dei solai e l'adeguamento sismico ha nel frattempo fatto lievitare il costo dell'opera fino a 4 milioni di euro, al di fuori della disponibilità del Comune. «A questo punto - prosegue Bonifazi - siccome siamo nella fase di programmazione del regolamento urbanistico e dobbiamo anche trovare una sede adeguata all'Università stiamo valutando con la Provincia la trasformazione della Cittadella dello studente in campus dell'istruzione e della cultura sempre aperto, trovando lì una sede adeguata e funzionale alla Chelliana». Ma Aureli gli ribatte: «Portare la biblioteca fuori significa inseguire quella logica da centro commerciale che fa perdere identità al centro storico» e suggerisce un'alternativa più consona: Chelliana laddove è sempre stata prima del suo trasferimento in via Bulgaria e Università nel palazzo di fronte, dove è adesso la scuola elementare, con un collegamento sopraelevato che raccordi le due strutture. Sulla ricostruzione della vicenda fatta dal sindaco è intervenuto anche il consigliere Mario Lolini che ha osservato: «Prendiamo atto che il trasferimento della Chelliana alla Cittadella dello studente non è una questione di soldi che per altre cose si trovano ma una precisa volontà politica dell'attuale maggioranza». Tra i cittadini presenti ha preso la parola un assiduo frequentatore della Chelliana che con molto pragmatismo ha sottolineato che «mentre la bega va avanti da quindici anni la città continua a non avere una biblioteca adeguata alle sue necessità». Il direttore Valerio Fusi ha invece lamentato un problema storico, l'insufficiente sensibilità della città al problema della Chelliana, sottolineando che «dal suo punto di vista di tecnico e non di politico la battaglia da fare è quella per una biblioteca come servizio pubblico. In questo senso la biblioteca non è né un museo né un momunento ma un luogo che deve essere fruibile e accessibile».

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