Toscana
Poco ricchi ma felici la provincia in testa alla classifica italiana
Francesca Gori
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GROSSETO. I "musi lunghi" sono vietati in città. Perché i grossetani che ieri hanno letto il Sole 24 Ore sanno una cosa: la città di Canapone è la più felice d'Italia. Sarà per il clima che a dispetto delle piogge uggiose degli ultimi giorni è più mite rispetto alla media, sarà che comunque il tasso di criminalità è contenuto, sarà che la preoccupazione per il lavoro c'è ma si sopporta, fatto sta che la classifica delle città dove in teoria si ride più che altrove è guidata proprio da Grosseto. Felici, effervescenti e dal divorzio facile. perchè la nostra città è in cima alla classifica anche per numero di divorzi e separazioni. Non proprio prima: ha conquistato il secondo posto lasciando il gradino più alto del podio a Lucca.
Si sta bene, altro che. Tenore di vita accettabile, almeno a leggere i numeri pubblicati. Grosseto è nella prima metà della classifica generale (46º posto) per qualità della vita appunto. Una qualità data da un Pil pro capite che non ha niente da invidiare alle altre città italiane e che fa balzare Grosseto al 14º posto in classifica. Va un po' peggio sul fronte dei risparmi, dove, in base ai depositi bancari per abitante si scende al 64º posto. In media infatti, ogni grossetano ha sul conto 10mila 829 euro di risparmi. E se la nostra città è quella più felice, si conferma il detto che non dipende dai soldi: in media infatti, ogni pensionato percepisce 687,48 euro, portando Grosseto alla cinquantatreesima posizione. E con pensioni di questo tipo c'è ben poco da stare allegri. Metà classifica anche per le spese per l'auto, elettronica e mobili, stimate in 1.153 euro all'anno a testa, mentre va meglio sul fronte dell'inflazione, con un aumento dello 0,59% rispetto all'anno scorso. E anche sul fronte casa, Grosseto non se la passa male, se i cittadini pagano in media 1.800 euro al metro quadrato, fermandosi al 39º posto della classifica.
A caccia del posto. È vero, complessivamente nella classifica generale Grosseto qualche posizione rispetto all'anno scorso l'ha persa. Ma lo spirito no. Quello d'iniziativa imprenditoriale ad esempio, con 13,67 nuove imprese registrate ogni 100 abitanti allo scorso settembre. Un dato che porta la città al sesto posto, dopo Prato. Bene anche il saldo apertura/chiusura delle aziende e fallimenti. Pochi, in realtà: 9,70 ogni 1000 imprese. Si fallisce poco quindi ma va peggio sul fronte dei protesti, con 56,80 euro a testa (68º posto), mentre in termini di occupazione donne e giovani sono quasi parimerito, tra il 36º e il 37º posto.
Ma le strade no. Una tirata d'orecchie, i numeri pubblicati sul Sole 24 Ore, la danno a chi deve occuparsi di infrastrutture. Senza considerare i porti, la provincia scivola al 100º posto insieme a Enna e anche secondo la pagella ecologica di Legambiente le cose non vanno meglio. Ottantesimi in classifica. E anche sul fronte della sanità, la migrazione verso altri ospedali, rispetto al 2008 è cresciuta del 10,6%. Servirebbero più asili comunali e strutture per i più piccoli e anche la giustizia dovrebbe andare più spedita.
In forma con gusto. Quel che è certo, è che i grossetani si vogliono bene e in città le occasioni ghiotte non mancano: se sul fronte della lettura si potrebbe fare qualcosa di più, Grosseto guida quasi le classifiche dei cinema (4º posto) e di bar e ristoranti (8º posto). E non va male nemmeno sul fronte dello sport (16º posto in Italia): mangioni e sportivi oltre che attenti agli altri. Anche se, in questo caso, il posto occupato per il numero di organizzazione di volontariato fa scendere la città al 38º posto.
Criminalità sotto controllo. Migliora la situazione sul fronte dell'ordine pubblico rispetto all'anno scorso. Metà classifica per furti in casa, scippi e rapine, meno furti d'auto e poche estorsioni. ma occhio alle truffe online. In questo settore, i grossetani raggirati hanno fatto balzare la città all'86º posto della classifica.
Si sta bene, altro che. Tenore di vita accettabile, almeno a leggere i numeri pubblicati. Grosseto è nella prima metà della classifica generale (46º posto) per qualità della vita appunto. Una qualità data da un Pil pro capite che non ha niente da invidiare alle altre città italiane e che fa balzare Grosseto al 14º posto in classifica. Va un po' peggio sul fronte dei risparmi, dove, in base ai depositi bancari per abitante si scende al 64º posto. In media infatti, ogni grossetano ha sul conto 10mila 829 euro di risparmi. E se la nostra città è quella più felice, si conferma il detto che non dipende dai soldi: in media infatti, ogni pensionato percepisce 687,48 euro, portando Grosseto alla cinquantatreesima posizione. E con pensioni di questo tipo c'è ben poco da stare allegri. Metà classifica anche per le spese per l'auto, elettronica e mobili, stimate in 1.153 euro all'anno a testa, mentre va meglio sul fronte dell'inflazione, con un aumento dello 0,59% rispetto all'anno scorso. E anche sul fronte casa, Grosseto non se la passa male, se i cittadini pagano in media 1.800 euro al metro quadrato, fermandosi al 39º posto della classifica.
A caccia del posto. È vero, complessivamente nella classifica generale Grosseto qualche posizione rispetto all'anno scorso l'ha persa. Ma lo spirito no. Quello d'iniziativa imprenditoriale ad esempio, con 13,67 nuove imprese registrate ogni 100 abitanti allo scorso settembre. Un dato che porta la città al sesto posto, dopo Prato. Bene anche il saldo apertura/chiusura delle aziende e fallimenti. Pochi, in realtà: 9,70 ogni 1000 imprese. Si fallisce poco quindi ma va peggio sul fronte dei protesti, con 56,80 euro a testa (68º posto), mentre in termini di occupazione donne e giovani sono quasi parimerito, tra il 36º e il 37º posto.
Ma le strade no. Una tirata d'orecchie, i numeri pubblicati sul Sole 24 Ore, la danno a chi deve occuparsi di infrastrutture. Senza considerare i porti, la provincia scivola al 100º posto insieme a Enna e anche secondo la pagella ecologica di Legambiente le cose non vanno meglio. Ottantesimi in classifica. E anche sul fronte della sanità, la migrazione verso altri ospedali, rispetto al 2008 è cresciuta del 10,6%. Servirebbero più asili comunali e strutture per i più piccoli e anche la giustizia dovrebbe andare più spedita.
In forma con gusto. Quel che è certo, è che i grossetani si vogliono bene e in città le occasioni ghiotte non mancano: se sul fronte della lettura si potrebbe fare qualcosa di più, Grosseto guida quasi le classifiche dei cinema (4º posto) e di bar e ristoranti (8º posto). E non va male nemmeno sul fronte dello sport (16º posto in Italia): mangioni e sportivi oltre che attenti agli altri. Anche se, in questo caso, il posto occupato per il numero di organizzazione di volontariato fa scendere la città al 38º posto.
Criminalità sotto controllo. Migliora la situazione sul fronte dell'ordine pubblico rispetto all'anno scorso. Metà classifica per furti in casa, scippi e rapine, meno furti d'auto e poche estorsioni. ma occhio alle truffe online. In questo settore, i grossetani raggirati hanno fatto balzare la città all'86º posto della classifica.
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