Il Tirreno

Grosseto

Maltrattata per 5 anni A giudizio il marito

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 SCARLINO. Maltrattamenti continui. Per cinque anni. Vessazioni psicologiche. Ma anche botte. E botte anche alla figlia minorenne, che sarebbe stata colpita con pugni e calci.  Odissea infinita quella di cui era rimasta vittima una donna albanese, che pochi mesi fa - nel marzo 2010 - aveva trovato il coraggio di raccontare tutto. Il marito, un connazionale di 35 anni, è stato adesso rinviato a giudizio con le ipotesi di maltrattamenti in famiglia e lesioni alla moglie e alla figlia.  Percosse quotidiane, minacce e umiliazioni, secondo l'accusa: l'uomo non le avrebbe nemmeno consegnato denaro sufficiente alla gestione del menage familiare. Il calvario era venuto fuori l'8 marzo 2010 quando la donna e la figlia si erano rivolte al personale sanitario per farsi medicare: 10 giorni per la moglie (lieve trauma cranico e all'occhio destro), cinque per la ragazzina (ecchimosi frontale).  Delle indagini si erano occupati i carabinieri di Follonica, in collaborazione con la task force allestita dalla Procura della repubblca. Il pm Coniglio ha chiesto il processo, il giudice dell'udienza preliminare Mezzaluna ha ritenuto sufficienti gli elementi di colpevolezza (tra cui anche i messaggi telefonici ricevuti dalla parte offesa) e ha disposto il rinvio a giudizio: l'uomo, assistito dall'avvocato Novelli, sarà processato il 23 maggio dal giudice Compagnucci.

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